Patrizia Mercolino
La mamma del piccolo Domenico Caliendo torna ad attaccare l'ospedale Monaldi e l'Azienda dei Colli. Patrizia Mercolino, madre del bambino di due anni e quattro mesi morto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito, interviene dopo il nuovo botta e risposta tra la struttura sanitaria e l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia."I rapporti con l'ospedale Monaldi continuano a essere opachi: non sono stati trasparenti nel farci sapere cos'era accaduto in sala operatoria e non lo sono neppure adesso per la vicenda del risarcimento. Per questo chiediamo un intervento del ministro Nordio e del presidente Fico", afferma Patrizia Mercolino in una nota, facendo riferimento al ministro della Giustizia e al governatore della Campania.La donna si dice disponibile a un confronto con la direzione dell'Azienda dei Colli, ma chiede che il dialogo avvenga su basi diverse. "Siamo disponibili a un confronto con la direzione - spiega - auspichiamo però che sia quanto più leale possibile e soprattutto costruttivo. Al momento da parte dell'azienda registriamo un atteggiamento opaco e dilatorio nella trattativa per il risarcimento, lo dimostra il fatto che abbiano descritto il nostro avvocato come un bugiardo".Poi l'appello alle istituzioni: "Rivolgiamo quindi un accorato appello al ministro e al governatore, affinché non venga dimenticato che siamo noi le vittime di questa tragedia".Il botta e risposta tra Petruzzi e l'Azienda dei ColliLa presa di posizione della mamma di Domenico arriva dopo lo scontro tra l'avvocato Petruzzi e l'Azienda dei Colli. Il legale della famiglia aveva sollevato dubbi sul ruolo del medico legale dell'azienda nella fase tecnico-giuridica successiva alla morte del bambino, chiamando in causa il dottor Cosimo Maiorino e sostenendo che fosse dimissionario. Petruzzi aveva anche annunciato che, in assenza di chiarimenti, avrebbe chiesto le dimissioni della direttrice generale Anna Iervolino, rivolgendosi anche al presidente della Regione Campania Roberto Fico.La risposta dell'Azienda dei Colli è arrivata con una nota molto dura. La direzione strategica ha definito "prive di fondamento" le dichiarazioni dell'avvocato, sostenendo che Maiorino "non si è mai dimesso, né ci ha mai pensato" e che continua a lavorare insieme ai legali incaricati dall'azienda. La struttura ha definito "irricevibili e intollerabili" le parole e l'ultimatum del legale, annunciando anche di riservarsi eventuali iniziative a tutela dell'immagine dell'azienda e dei suoi professionisti.La morte dopo il trapiantoDomenico Caliendo è morto il 21 febbraio al Monaldi, dopo essere rimasto ricoverato per quasi due mesi in seguito a un trapianto di cuore eseguito a dicembre. L'organo, arrivato da Bolzano, sarebbe risultato danneggiato. Sul caso indaga la procura di Napoli, con accertamenti sulla fase dell'espianto, sul trasporto del cuore e sull'intervento eseguito al Monaldi.Negli ultimi giorni è emerso anche il contenuto di una registrazione consegnata alla procura, nella quale il cardiochirurgo Guido Oppido avrebbe parlato del momento in cui il cuore del piccolo Domenico era già stato tolto prima che fosse chiaro il danneggiamento dell'organo da trapiantare. Un elemento che si aggiunge agli altri passaggi finiti al centro dell'inchiesta.









