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Sono stati tanti, medici e infermieri rimasti anonimi, che a Modena hanno prestato i primi soccorsi alle persone rimaste ferite dall'auto di Salim El Koudri lanciata contro la folla venerdì pomeriggio. Sapevano cosa, erano esperti ma sapevano anche che trasmettere le informazioni giuste a chi dovrà attivare la macchina dei soccorsi può essere determinante in queste situazioni per salvare vite. Questione di secondi. E così gli smartphone di questi medici e infermieri che hanno voluto restare anonimi sono divenuti gli "occhi del 118" per capire di cosa era accaduto in realtà e di cosa avevano bisogno i feriti. "Abbiamo un sistema automatizzato che dalla centrale del 118 attiva la telecamera del cellulare e consente a chi si trova sul territorio di poter dare informazioni anche visive agli operatori", spiega il presidente dell'Emilia-Romagna, Michele de Pascale. "Si sono fermati moltissimi operatori sanitari sul posto che hanno dato le prime assistenze e poi si è attivato tutto il sistema dell'emergenza che tra Bologna e Modena è unico: due elicotteri, le ambulanze, le auto medicalizzate, la centralizzazione nei due trauma center di Baggiovara e del Maggiore, che sono fra le migliori strutture del Paese". In questo senso, rileva de Pascale, "l'orgoglio degli operatori e di quello che hanno saputo fare in quei secondi e in quei minuti ha colpito molto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ci ha davvero emozionato, perché c'è tanta professionalità ma anche tanto senso di appartenenza a un sistema sanitario che lavora in maniera integrata e che ha davvero saputo dare una grande prova. Ovviamente siamo ancora al lavoro in questo senso". Poi, sottolinea ancora de Pascale, "è stato davvero commovente sentire il racconto da parte degli operatori del 118 delle modalità dell'intervento, sia per la partecipazione e il coinvolgimento dei cittadini".