Neanche il tempo di introdurre l’obbligo della targa sui monopattini elettrici e a Torino spunta il primo problema: alcuni contrassegni identificativi sono spariti dai mezzi in sharing. Vandalizzati? Rimossi? Difficile dirlo. Di certo, su diversi monopattini resta soltanto il segno della colla sul telaio, prova che gli adesivi applicati nei giorni scorsi sono già stati staccati. L’obbligo del cosiddetto “targhino” è entrato in vigore dalla mezzanotte e un minuto di oggi, domenica 17 maggio. A Torino il Comune si era già confrontato con i quattro operatori attivi nel servizio di sharing — Bird, Dott, Lime e Voi — per fare in modo che tutti i 3 mila mezzi presenti in città fossero in regola prima dell’entrata in vigore della norma. Un’aderenza precaria Il contrassegno plastificato, delle dimensioni di 5 centimetri per 6, riporta tre lettere e tre numeri stampati in nero su sfondo bianco insieme al simbolo della Repubblica italiana. Alcuni operatori, nei giorni scorsi, avevano però segnalato — anche a La Stampa — possibili criticità legate all’applicazione dell’adesivo. Se il parafango posteriore o il piantone dello sterzo non sono perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, l’aderenza può infatti risultare precaria. Le superfici curve, ruvide o in plastica porosa rendono inoltre difficile un’applicazione uniforme. Una volta montata sul parafango, poi, la targhetta resta esposta a vibrazioni continue, pioggia, fango e sbalzi termici che rischiano di accelerarne il deterioramento.