È scattato oggi l’obbligo di montare la nuova targhetta sui monopattini elettrici, ma la realtà delle strade italiane racconta una storia diversa: su due mezzi, uno è ancora senza contrassegno. Un caos annunciato, tra ritardi nelle consegne, adesivi che si staccano e proteste che salgono fino al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. La Motorizzazione Civile giura di aver fatto la sua parte: 100 mila contrassegni già consegnati e distribuiti, nessun ritardo. Eppure, i noleggiatori – quelli che di solito sono i più organizzati – smentiscono. «Della nostra flotta tra 55 e 60 mila mezzi, solo 35 mila hanno la targhetta montata», denunciano da Assosharing. E aggiungono che i privati, storicamente più lenti, stanno ancora peggio. Il risultato? La stima del 50% di monopattini “fuorilegge” è un allarme, una fotografia realistica. Andrea Giaretta, vicepresidente di Assosharing e general manager per l’Italia di Dott, non usa giri di parole: «Siamo assolutamente allineati con quanto chiesto dalle associazioni degli utenti. Un’inefficienza del sistema non può ribaltarsi su cittadini e operatori. Serve concedere tempo per l’applicazione dei contrassegni almeno a chi lo ha già acquistato, dimostrando così la volontà di adempiere». Nella fattispecie le società di sharing hanno ordinato 35 mila pezzi e, con «grandissimo impegno, personale extra e non poca fatica», li hanno già montati quasi tutti. Ma ne mancano ancora 8 mila, ordinati in extremis perché due anni fa nessuno li aveva preventivati. «Ora capiremo quando si potranno avere», dicono all’associazione con una punta di rassegnazione. E non è solo questione di numeri. Assoutenti ha inviato una formale istanza al Mit segnalando che la nuova targa, oltre a essere in ritardo, è anche tecnicamente problematica. L’adesivo si attacca male: se il parafango posteriore o il piantone dello sterzo non sono perfettamente puliti, sgrassati e asciutti, l’aderenza è precaria. Le superfici curve, ruvide o in plastica porosa rendono impossibile un’applicazione uniforme. Una volta montata sul parafango, poi, la targhetta è esposta a vibrazioni continue, pioggia, fango e sbalzi termici che ne accelerano il deterioramento fino a renderla illeggibile. Ma il vero tallone d’Achille è l’irrimediabilità del sistema: l’etichetta è antimanomissione, con microtagli che la fanno frammentare al primo tentativo di rimozione. Posizionala male (e capita spesso, vista la difficoltà tecnica) e addio: devi richiederne una nuova, a tue spese. «Per questi motivi abbiamo chiesto al Mit di rendere disponibili contrassegni con caratteristiche tecniche adeguate alle molteplici tipologie di superfici presenti sui monopattini in commercio», spiega il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. E non si ferma qui: «Valutino forme alternative di identificazione del mezzo – un contrassegno rigido avvitabile, un sistema QR-code su supporto rigido o un codice identificativo gestito tramite banca dati – che garantiscano le medesime finalità di tracciabilità senza i rischi di applicazione errata o deterioramento». E da oggi chi circola senza targhetta rischia una multa fino a 400 euro. Ma con migliaia di monopattini ancora “nudi” e un sistema di adesivi che sembra disegnato per creare problemi anziché risolverli, la domanda è una sola: chi pagherà davvero il prezzo di questo caos? I clienti, ovvio. Ed è per questo che il Codacons ha chiesto con forza al governo di prorogare la scadenza per l’obbligo di targa dei monopattini elettrici, proprio alla luce dei ritardi che si registrano in tutta Italia sul fronte del rilascio del contrassegno da parte delle Motorizzazioni. Il rischio è che arrivi di una valanga di ricorsi da parte dei cittadini e delle società di sharing in caso di multe agli utilizzatori. E senza multe i controlli sono inutili. «D’altra parte – spiega il Codacons - nonostante i cittadini abbiano inoltrato l’apposita richiesta per il contrassegno entro i termini previsti, migliaia di pratiche risultano ancora inevase con la consegna fisica della targa ai proprietari di monopattini che slitterà in data successiva al giorno in cui scatterà il nuovo obbligo». Una situazione di stallo che va che alimentare il caos del mondo della micromobilità dove le regole ci sono ma nessuno le rispetta. Va ricordato, tanto per capirci, che l’obbligo del casco alla guida di monopattini elettrici (indipendentemente dall’età dei conducenti) è in vigore in Italia dal 14 dicembre 2024. Ma l’entrata in vigore di questa norma, contenuta nella tanto sbandierata riforma del Codice della Strada, è stata bellamente ignorata da tutti. Nessuno è mai stato multato (da 50 a 250 euro). Come nessuno viene sanzionato se viaggia in due sul monopattino. Lecito aspettare lo stesso lassismo di controlli sul fronte della targhetta.