"L'unico fattore che può darci una sicurezza di quello che è successo è il recupero dei corpi e delle attrezzature"

"Sono stato contattato dalla Farnesina ed ho confermato la mia disponibilità a partire per le Maldive. Ora ha preso in mano le redini della situazione la Dan Europe, che è un ente che si occupa di ricerca e fa assicurazione per i subacquei a livello mondiale. I cinque subacquei erano assicurati con Dan Europe e loro stanno operando, cooperando, con privati, come nel caso mio, perché ci sono persone del settore che fanno esplorazione, della speleosubacquea che è una materia molto particolare". Lo ha spiegato all'Adnkronos Giulio Venditti, paracadutista dell'Esercito e speleosubacqueo esperto che ha contribuito alla scoperta di numerose grotte sottomarine in Italia e all'estero.

"L'ipotesi delle miscele respiratorie o di qualche malfunzionamento nella ricarica e che possa essere entrato del monossido di carbonio nelle bombole è una cosa da accertare, sono solo ipotesi e fino a quando non ci sarà il recupero dei corpi e delle attrezzature restano tali. L'unico fattore che può darci una sicurezza di quello che è successo è il recupero delle attrezzature", ha sottolineato Venditti. "La seconda cosa importante è capire se hanno fatto una penetrazione in grotta, perché questo ancora non ce lo ha spiegato nessuno. Solo il primo corpo lo hanno trovato adiacente all'ingresso della grotta. Però delle altre persone non si sa, e fino a quando non si troveranno i corpi non si potrà parlare di una penetrazione o un'esplorazione".