Il risentimento omicida matura nell'accoglienza indiscriminata Un gesto criminale che emula azioni stragiste invocate dall'Isis

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Saremo anche lontani dall'Europa come sostengono Elly Schlein e la sinistra dell'accoglienza indiscriminata. In compenso però l'Europa sta arrivando da noi. E lo sta facendo nel modo peggiore. Regalandoci quelle comunità islamiche separate che in Germania, Francia, Belgio e Inghilterra creano zone interdette ai cittadini "infedeli". Zone in cui nascono e crescono "mostri" come quello entrato in azione ieri a Modena. Ma chiamarli "mostri" sarebbe un errore. "Mostro" nella lingua italiana è un essere con caratteristiche diverse da quelle riconosciute come la norma. Invece purtroppo l'italiano di seconda generazione che a Modena ha prima investito una decina di passanti e poi accoltellato chi tentava di impedirgli la fuga non rappresenta una deviazione dalla norma. Il suo gesto criminale è perfettamente in sintonia con quelli messi in atto negli ultimi 12 anni da centinaia di francesi, inglesi, tedeschi e belgi di seconda generazione. Iniziò tutto nel settembre 2014. In Siria ed Iraq il neonato Stato Islamico decapitava gli ostaggi occidentali e chiunque gli si opponesse. In Turchia il presidente Recep Tayyp Erdogan, uomo cardine della Fratellanza Musulmana, si preparava ad aprire i confini e a spedire verso l'Europa un milione e passa di migranti musulmani. In quel contesto, a dir poco drammatico, l'allora portavoce dell'Isis Abu Mohammed al-Adnani diffuse un audio messaggio intitolato "Di certo il tuo Signore è sempre vigile". In quel comunicato incitava i musulmani residenti nelle città occidentali a far strage di "miscredenti" (kuffar) con qualsiasi mezzo possibile, inclusa la propria automobile. "Se non riesci a trovare un Ied (ordigno esplosivo) o un proiettile - spiegava Al Adnani - allora prendi di mira l'americano miscredente, il francese o uno qualsiasi dei loro alleati. Fracassagli la testa con una pietra, o sgozzalo con un coltello, o investilo con la tua auto, o gettalo da un luogo alto, o soffocalo, o avvelenalo". Da quel momento l'investimento dei "miscredenti" è diventato un gesto abituale non solo per i militanti dell'Isis in cerca di facili bersagli, ma anche per tanti musulmani nati in Europa che hanno visto in quel gesto una sorta di vendetta per la mancata integrazione. Dunque attenzione a quanto successo a Modena. Categorizzare a priori l'investimento di massa come un atto terroristico è estremamente sbagliato. Soprattutto in mancanza di prove. Di certo però l'investimento di passanti è diventato in questi dodici anni una fenomenologia diffusa. Una fenomenologia che non riguarda più solo i terroristi, ma anche chi con quel gesto vuole esprimere il disagio e la rabbia per la mancata integrazione. Certo quel gesto è legato spesso ad alterazioni di carattere psichiatrico o all'uso di droghe. Alla radice vi è però, il risentimento nei confronti di una nazione colpevole di non aver rispettato le promesse di accoglienza e integrazione. O, peggio, l'odio verso una civiltà europea diversa dalle comunità islamiche chiuse in cui è maturato questo senso di rivalsa. E questo è quello che leader come Schlein e la sinistra dell'accoglienza indiscriminata non hanno voluto né vedere, né capire. Mentre erano al governo non hanno fatto altro che favorire l'arrivo di milioni di migranti impossibile da integrare.