Potrebbe essere stata una tragica fatalità, e non una catena di errori medici, ad avere stroncato la vita della professoressa Stefania Giuliani, morta a 61 anni all’ospedale Mauriziano quattro giorni dopo un intervento all’anca. È quanto trapela dall’autopsia, eseguita nei giorni scorsi, ordinata dalla procura, che sul caso ha aperto un’inchiesta per ora senza indagati né ipotesi di reato. La morte della docente La docente sarebbe stata colpita dopo l’intervento - che è consistito nell’inserimento di una protesi all’anca - da una trombosi, seguita da un’ischemia acuta. A quel punto le sue condizioni, diventate molto gravi, sarebbero ulteriormente peggiorate, anche a causa di un quadro clinico già piuttosto precario, dovuto anche ad alcune patologie di cui la paziente soffriva prima dell’intervento, che avrebbero incrementato i fattori di rischio. In sostanza, l’operazione di inserimento della protesi, sarebbe andata a buon fine. Ma nelle ore successive una trombosi alla gamba avrebbe determinato l’inizio di una serie di complicanze, fino al decesso. Un evento accidentale Se questo quadro fosse confermato - la procura continua a indagare - e se, in futuro, emergesse che non sarebbero stati commessi errori medici nel trattamento della paziente né prima, né durante, né dopo l’operazione, l’inchiesta potrebbe essere chiusa senza alcuna iscrizione di indagati. La trombosi sarebbe interpretabile come un evento accidentale e tragicamente non prevedibile nel caso della professoressa, che aveva 61 anni. I risultati della consulenza autoptica sono attesi tra una sessantina di giorni. Il fascicolo di inchiesta Giuliani è entrata in ospedale il 4 maggio, giorno in cui è stata operata. Sembrava che l’intervento fosse andato discretamente bene. La trombosi è stata accertata nelle ore successive. Il decesso è stato constatato il 7 maggio. È stato l’ospedale a segnalare all’autorità giudiziaria, come si fa in questi casi, il decesso della donna. E a dare vita così all’apertura di un fascicolo d’inchiesta, gestito dalla pm Sofia Scapellato e coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Sparagna, a capo del gruppo Tutela degli ambienti di lavoro, dei consumatori e dei malati della procura. La disposizione dell’autopsia è un atto avvenuto senza l’iscrizione di indagati sul registro. I pm hanno acquisito intanto anche le cartelle cliniche e tutte le informazioni utili dal punto di vista sanitario. È ancora molto presto per ipotizzare tesi precise, ma la morte della professoressa sembra il caso di una tragedia non prevedibile.
Morta dopo un intervento all’anca, per la professoressa Giuliani l’ipotesi di una trombosi
Dall’autopsia sulla docente del liceo classico Alfieri non emergerebbero errori medici







