Il motore tech spinge i mercati emergenti. L'analisi di Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm.

Il recupero dei mercati azionari nelle ultime settimane è stato particolarmente rapido e, in questo contesto, i Mercati Emergenti hanno mostrato una forza relativa significativa, sostenuti soprattutto dal crescente peso del settore tecnologico. Da inizio anno, gli ETF azionari emergenti hanno registrato una performance del +20%, sovraperformando sia il mercato europeo sia il Nasdaq. Dalla fine di marzo, inoltre, l’andamento degli EM ha seguito molto da vicino il recupero del comparto tecnologico statunitense, mentre le azioni europee hanno evidenziato una dinamica più moderata. Questa evoluzione riflette una trasformazione strutturale profonda dell’azionario emergente rispetto al passato. Vent’anni fa il settore tech rappresentava circa il 10% dell’indice, mentre energia e materie prime arrivavano a pesare intorno al 40%. Oggi la situazione si è sostanzialmente invertita: la tecnologia vale circa il 38% dell’universo emergente, mentre il peso delle commodity è sceso vicino al 10%. Di conseguenza, i driver di rendimento dei Mercati Emergenti risultano sempre più legati ai trend globali dell’innovazione e della spesa tecnologica.