Roberta Pino
05 maggio 2026 09:50
Lo spettacolo Tableaux Vivants da Caravaggio “La conversione di un cavallo” è tornato a calcare il palcoscenico della città dello Stretto. A distanza di tre anni, la composizione delle tele di Caravaggio, attraverso la forma d’arte performativa cosiddetta dei “Quadri viventi”, in cui gli attori posano, in silenzio ed in assoluta immobilità, vestiti e truccati per ricreare scene celebri di dipinti e sculture, è stata riproposta al pubblico reggino nell’ambito delle iniziative dell’associazione culturale Arte e Spettacolo, Calabria dietro le Quinte.“La Conversione di un Cavallo, costruito con la tecnica dei tableaux vivants, è un lavoro di estrema semplicità e insieme di grande impatto emotivo: sotto gli occhi degli spettatori si compongono ventitrè tele di Caravaggio realizzate con i corpi degli attori e l’ausilio di oggetti di uso comune e stoffe drappeggiate. Un solo taglio di luce illumina la scena come riquadrata in una immaginaria cornice, i cambi sono tutti a vista, ritmicamente scanditi dalle musiche di Mozart, Bach, Vivaldi, Sibelius”, così si legge dal sito dell’associazione Calabria dietro le Quinte.Gli attori in scena, Chiara Kija, Maria Giovanna La Greca, Elena Fattorusso, Andrea Fersula, Rocco Giordano, Fiorenzo Madonna, Alessio Sica, Antonio Stoccuto, montano e smontano la scena prima di mettersi in posa e tutto questo sotto gli occhi degli spettatori che assistono, pertanto, in diretta al cambio scena, partecipando così alla trasformazione degli attori che interpretano i personaggi delle tele di Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio.Tele ricreate dal vivo in un susseguirsi di immagini di grande impatto visivo ed emotivo. La potenza dell’arte che fuoriesce dalla tela, enfatizzando la tensione drammatica dell’opera originale attraverso la performance umana. Tre le repliche andate in scena sabato 2 maggio, all’interno della splendida cornice del Castello Aragonese, anche quest’anno luogo scelto per l’esibizione dei Tableaux Vivants.Lo spettacolo è inserito nella rassegna “Teatro nei Musei”, promossa dall’associazione Calabria dietro le Quinte APS, e rientra nel più ampio progetto di rete “Teatri della Magna Grecia”, con dieci spettacoli nei luoghi simbolo come il Castello Aragonese e il Museo d’Arte Alfonso Frangipane, in scena dal 23 aprile al 18 maggio 2026, con l’intento di celebrare la cultura classica con miti, tableaux vivants e performance contemporanee.Lo spettacolo nasce da un'idea della compagnia teatrale Ludovica Rambelli Teatro, dal nome dell’attrice e drammaturga napoletana, scomparsa nel 2017, che ha reinventato il genere dei quadri viventi. Con i Tableaux Vivants, gli spettatori hanno potuto rivivere l’Estasi di San Francesco, il ritratto di Santa Caterina d’Alessandria, il Fanciullo con canestro di frutta, l’Incredulità di San Tommaso, Giuditta e Oloferne, Bacco ed altre tele del Caravaggio, rese viventi dai bravissimi attori in scena. Un’esperienza immersiva capace di restituire energia vitale alle straordinarie opere dell’immenso Caravaggio.






