Palazzo San Giorgio
La cittadinanza onoraria di Reggio Calabria sarà conferita a Fariba Kamalabadi e a Mahvash Sabet, professioniste iraniane impegnate nell'affermazione dei diritti umani e delle donne perseguitate dal regime perché appartenenti alla minoranza religiosa bahà'i.Il consiglio comunale ha approvato la mozione che ha accolto la richiesta arrivata dalla comunità bahà'i di Reggio Calabria. Fariba Kamalabadi, psicologa dello sviluppo e madre di tre figli è riconosciuta in tutto il mondo come testimone di resistenza non violenta, dignità umana e libertà di pensiero. Ha trascorso 14 anni in carcere, tra rilasci e nuove detenzioni.L'insegnante Mahvash Sabet ha un vissuto drammatico che la accomuna a quello di donne, minoranze e dissidenti. Subito dopo la rivoluzione islamica le è stato impedito di insegnare e nel 2008 è stata arrestata e incarcerata nella famigerata prigione di Evin, dove ha subìto nove anni di isolamento e privazioni fino alla liberazione avvenuta nel 2017. Nuovamente arrestata nel 2022 è ancora oggi in carcere. Durante la prigionia ha scritto lettere di denuncia e soprattutto poesie, pubblicate mentre Sabet era ancora detenuta e che hanno fatto conoscere la sua vicenda in tutto il mondo.La richiesta della comunità bahà'i e la mozione approvata dal consiglio per esprimere vicinanza alle donne iranianeNella mozione approvata dalla civica assemblea reggina si premette che “pur essendo considerevole la distanza geografica tra l'Italia e l'Iran, la presenza della comunità iraniana nel nostro paese è da lungo tempo significativa; inizialmente collegata a scambi culturali ed economici, essa si è ampliata dalla seconda metà del secolo scorso per motivi di studio e, successivamente, a causa delle restrizioni delle libertà individuali imposte dal regime iraniano”. In particolare, “la rivoluzione del 1979 ha intensificato la presenza di cittadini e cittadine iraniani in Italia, inducendo molti di loro a rimanere e riconoscere nel nostro paese una seconda patria”.Ricordando la repressione sistematica condotta da oltre quarant'anni in Iran nei confronti dell'opposizione politica, i movimenti delle donne e degli studenti, le minoranze etniche e religiose e tutte le voci non allineate", tra le manifestazioni di dissenso e indignazioni espresse dalle istituzioni italiane si è registrata sensibilità da parte della città reggina. L'amministrazione comunale ha promosso molte iniziative civiche e culturali soprattutto a sostegno delle donne iraniane e questo solco s'inserisce la cittadinanza onoraria a Kamalabadi e a Sabet. La massima onorificenza comunale alle due coraggiose iraniane è già stata conferita da altre città italiane e Reggio terrà conto anche dell'appello della comunità bahà'ì locale, che chiede all'amministrazione “un atto simbolico ma altamente significativo per coloro che vivono in condizioni disumane nelle carceri iraniane”.“Con questo gesto - si spiega - la Città di Reggio Calabria riconosce, onora e sostiene tale coraggio civile, rendendo omaggio a tutte le donne che, in Iran, continuano a difendere la dignità umana con una forza che attraversa ogni confine”. Nell'esporre la mozione, la consigliera Maria Ranieri ha spiegato: “Abbiamo evidenziato il rapporto che da sempre unisce il nostro paese e la comunità iraniana. Noi abbiamo rappresentato per loro un rifugio sicuro nel quale poter esprimere quella libertà personale che la repubblica islamica dell’Iran ha sempre loro negato, motivo per il quale viene chiesto il nostro appoggio per questa così nobile causa”."La comunità bahà’i di Reggio Calabria chiede al consiglio comunale di conferire la cittadinanza onoraria a Fariba Kamalabadi e a Mahvash Sabet, affinché il riconoscimento possa raggiungerle come segno concreto di violenza, di solidarietà e sostegno mondiale”.Il consigliere Valentino Scordino, riportando il messaggio della minoranza religiosa rappresentata dal dottor Saeid Sardarzadeh, ha aggiunto: “Queste due donne sono in carcere. Il vostro gesto ha un valore che va oltre il simbolo. Con questo atto darete voce a chi spesso non può farsi ascoltare. Con questo gesto affermerete un principio fondamentale che la libertà di pensiero, di coscienza e di religione è un diritto che riguarda ogni essere umano, ovunque si trovi. La cittadinanza onoraria che oggi conferirete è un segno concreto di vicinanza. È un modo per dire che non sono sole, che la loro sofferenza non è dimenticata neanche a Reggio Calabria e che la loro testimonianza ha un valore universale”.La mozione è stata approvata dal consiglio nell'intenzione della città di Reggio Calabria di riconoscere, onorare e sostiene il coraggio civile delle due perseguitate, “rendendo omaggio a tutte le donne che, in Iran, continuano a difendere la dignità umana con una forza che attraversa ogni confine”.










