Redazione

30 marzo 2026 17:08

Si è tenuto lunedì pomeriggio a Palazzo Tursi un momento di formazione rivolto alle educatrici e alle insegnanti dei servizi educativi 0-6 del Comune di Genova.L’incontro, centrato sul tema del burnout, ha offerto una riflessione approfondita su una sindrome che colpisce, secondo le stime, circa il 50% del personale docente, manifestandosi attraverso esaurimento emotivo, depersonalizzazione e una ridotta percezione di realizzazione professionale.Bruzzone: “Importante mettere al centro il benessere delle educatrici”Ad accogliere le partecipanti, portando i saluti dell'amministrazione, è stata l'assessora ai Servizi educativi del Comune di Genova, Rita Bruzzone, che ha espresso parole di gratitudine per l’impegno del corpo docente.“Credo fermamente – ha commentato l'assessora Bruzzone – nell'importanza di investire sulla preparazione dei nostri insegnanti, specialmente quando si affronta un tema sensibile e attuale come il burnout”. Per la giunta, non ci si può limitare a guardare esclusivamente ai bisogni dei bambini: “Per garantire un’educazione di qualità, è indispensabile mettere al centro anche il benessere e il sostegno delle nostre educatrici, che rappresentano il cuore pulsante del nostro sistema educativo” conclude Bruzzone.Perché sempre più insegnanti vanno in burnout: la parola all'espertoIl fenomeno del burnout, alimentato da fattori critici quali classi numerose, un carico burocratico crescente, la complessità delle relazioni con le famiglie e una percezione di insufficiente supporto sistemico, è stato analizzato dal professor Gaetano Cotena, docente di Interventi psicoeducativi all’Università di Genova, psicologo e psicoterapeuta.“Abbiamo cercato di rispondere - ha dichiarato Cotena - all'interrogativo più ricorrente nelle scuole: come affrontare l'emotività, l'isolamento e la ribellione dei bambini. Abbiamo esplorato tre direttrici fondamentali: l'apprendimento del bambino, il vissuto dell'adulto, figura centrale nel processo educativo, e la dotazione di strumenti concreti per gestire le molteplici sfumature emotive che i docenti incontrano quotidianamente”.Cotena ha inoltre evidenziato come il burnout trovi terreno fertile in uno scollamento sistemico, perché spesso si chiede ai docenti di educare all'autocontrollo, alla gestione delle emozioni e all'accoglienza dell'altro, operando però all'interno di un sistema di selezione e formazione che non sempre fornisce le competenze necessarie per sostenere un carico così delicato. A questo si sommano la perdita di potere istituzionale e il mutato ruolo sociale dell'insegnante, elementi che pesano sul benessere psicofisico di chi opera nella scuola.