F.L.N.
11 maggio 2026 09:49
Non tutti soddisfatti, i ristoratori genovesi, per la 97esima Adunata Nazionale degli Alpini che ha invaso la città nel fine settimana con quasi mezzo milione di Penne Nere. Nei giorni scorsi aveva fatto discutere la presa di posizione di due imprenditori del settore food genovesi che lamentavano un calo degli incassi. A questi si uniscono i titolari dell'hamburgeria Groove, locale molto noto di via Ai Quattro Canti di San Francesco, a pochi metri da via Garibaldi.
In un video pubblicato su Instagram, spiegano infatti di avere incassato molto meno rispetto a un normale week end, ma al tempo stesso di avere preventivamente acquistato molta più merce in previsione di un picco degli affari."Come avrete capito dal nostro punto di vista è stato un disastro totale, ma completo", esordiscono nel video. Secondo i due imprenditori la colpa sarebbe del "terrorismo psicologico" fatto da oltre un mese e mezzo da giornali, fornitori e politici, una pressione "che a noi ha fatto venire l'ansia e abbiamo iniziato a ordinare cose".Per fare un esempio, Timossi e Forst, fornitore e azienda produttrice di birra sponsor dell'Adunata, gli avrebbero consegnato 48 fusti di birra, "Sapete quanti ne abbiamo dati? Due, neanche", spiegano. Male anche il comparto food: "1500 panini ordinati e ne sono andati 48". Per prepararsi all'evento i due ristoratori spiegano di avere investito modificando il menù adattandolo, hanno fatto una nuova grafica e assunto il personale necessario a coprire i turni "che servivano ad accogliere mezzo milione di persone".Gli erroriI titolari di Groove hanno elencato gli errori che secondo loro hanno portato al disastro economico: "È stata fatta una comunicazione sbagliata per il cittadino genovese: strade chiuse, scuole chiuse, parcheggi zero. Il genovese che ha potuto, se ne è andato via"."Secondo errore che è stato fatto - proseguono -, a noi ristoratori è stato fatto un grandissimo terrorismo psicologico da parte dei fornitori, i quali però non ci avevano detto che la città sarebbe stata riempita in ogni angolo di punti ristoro, adibiti a sfamare e dissetare tutti gli alpini presenti in città. Noi comunque siamo sul territorio genovese 365 giorni l'anno, comprese le sere piovose di febbraio dove non viene qua a mangiare manco il vicino. Non troviamo giusto che proprio nei momenti in cui c'è più affluenza, più persone, vengano metti i punti di ristoro esterni"."Punto numero 3 - continua il racconto -. Il rischio di impresa è stato lasciato tutto a carico dei ristoratori". I due spiegano infatti che i fornitori si sarebbero rifiutati di riprendere la merce invenduta. "A proposito ragazzi - hanno aggiunto scherzando - per i prossimi tre anni regaleremo 'Sgnappa' (grappa) e nachos. Quindi ragazzi questo per dire che a queste condizioni la prossima volta terremo chiuso e verremo a ubriacarci con voi. E ditelo prima, no?"."Prima di salutarvi vi diamo un ultimo dato: questo weekend abbiamo incassato un quarto rispetto al solito triplicando le ore lavorate, quindi non per fare i mugugnoni come al solito, belli gli alpini, bello tutto, ma mi sa che a 'sto giro a fine mese gli dobbiamo mandare le bollette da pagare".Le altre notizie di oggi













