Redazione
13 maggio 2026 16:23
Riapre Flò, ma in una chiave tutta nuova. Oggi il locale è stato ripensato come una Botanical Terrace.Il nuovo concept richiama una sorta di pinacoteca botanica e un giardino urbano: la storica terrazza affacciata su Firenze si trasforma in un paesaggio scenografico fatto di installazioni floreali, elementi sospesi e percorsi visivi. A definire questa nuova identità è l’iris stilizzato, simbolo del progetto e richiamo diretto alla città.Tra gli elementi più riconoscibili dell’allestimento spiccano i lampioni a forma di fiore, rilettura contemporanea di un immaginario già presente nello spazio. Con la nuova gestione, Flò si presenta con un’identità più chiara e accessibile, pensata per accogliere pubblici diversi e restituire a Firenze uno spazio di incontro aperto e trasversale, dove la qualità della proposta rimette al centro l’esperienza condivisa.“Più che ripensare il Flò, abbiamo cercato di rimetterlo in relazione con la città, partendo da quello che è sempre stato: una terrazza vissuta dai fiorentini e attraversata da pubblici diversi. L’idea è costruire una proposta accessibile e allo stesso tempo riconoscibile, capace di tenere insieme momenti e pubblici differenti senza perdere coerenza. Un lavoro di equilibrio, più che di rottura”, afferma Leonardo Gargini, responsabile del rilancio del locale.Il percorso del Flò si sviluppa in modo fluido: apertura alle 19:00 con l’aperitivo, poi cena e intrattenimento, fino al clubbing serale, con una programmazione varia e coerente nella qualità. La proposta musicale spazierà dall’afro-house alle hit più riconoscibili, alternando serate a vocazione internazionale, appuntamenti infrasettimanali più curati, format consolidati nel weekend e una domenica più orientata al daytime.Il locale può accogliere circa 800 persone e dispone di un’area dedicata al servizio al tavolo con 130 coperti, inserita in un contesto completamente ridisegnato, dove ogni elemento contribuisce a creare un ambiente riconoscibile e immersivo.Sul fronte food, Flò avvia una collaborazione con Manod’Opera, progetto dello storico ristoratore fiorentino Roberto Malotti.Dopo un periodo di chiusura e una fase di transizione sotto un’altra identità, Flò torna così a occupare il proprio posto nel panorama cittadino, riaffermandosi come spazio simbolico e condiviso.







