Redazione

09 aprile 2026 12:34

Foto Ente Parchi

Trasformare il "presidio della natura" in un valore aggiunto da spendere sul mercato. È questa la scommessa dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Emilia Orientale, che ha ufficialmente varato il marchio collettivo “Agricoltura delle aree protette del territorio bolognese”, con l’obiettivo per dare un’identità chiara alle eccellenze agroalimentari prodotte all’interno dei confini protetti.Il progetto è il frutto di un confronto con le principali associazioni di categoria, Cia, Coldiretti e Confagricoltura, al fine di "firmare" le produzioni, garantendo al consumatore una provenienza certificata e sostenibile.Le filiere coinvolte sono il cuore dell’economia rurale bolognese: si va dai formaggi degli allevamenti montani al miele, dai cereali ai vini, fino all’olio extravergine d’oliva, l’ortofrutta e le erbe officinali."Chi lavora all’interno di un Parco o di un sito della Rete Natura 2000 sa bene che la propria attività non è solo produzione, ma anche una vera e propria forma di presidio della naturalità del territorio - osserva Tiberio Rabboni, presidente dell’Ente Parchi - con la nascita di questo marchio vogliamo trasformare il rispetto delle regole in un vantaggio competitivo e in un segno di distinzione sul mercato".Burocrazia zeroUno dei punti di forza dell’iniziativa è la semplificazione. Per ottenere il riconoscimento, infatti, non sono necessari nuovi e onerosi disciplinari: "Il sistema di adesione è stato studiato per essere semplice e immediato - spiega Rabboni - Il marchio è totalmente gratuito. L’Ente non si limiterà a concedere il logo, ma attiverà una rete di promozione che coinvolgerà i nostri canali digitali, le pubblicazioni e una rete capillare di contatti con agriturismi, alberghi e ristorazione di qualità".Registrati alla sezione Dossier BolognaTodayLa mappa del gusto protettoL'iniziativa abbraccia un territorio vasto, dai calanchi alle vette appenniniche. Il marchio potrà essere esibito dai produttori attivi nel Parco dei Gessi Bolognesi, a Monte Sole, nell’Abbazia di Monteveglio, fino ai bacini di Suviana e Brasimone e al crinale del Corno alle Scale, includendo anche la Riserva del Contrafforte Pliocenico e i siti della Rete Natura 2000.Per gli agricoltori interessati, la modulistica è già disponibile sul sito istituzionale dell’Ente (www.enteparchi.bo.it), con un servizio di supporto dedicato per facilitare l'invio delle domande. L'obiettivo è chiaro: far sì che ogni prodotto "firmato" racconti non solo un sapore, ma la storia di un territorio che ha scelto di restare intatto.Iscriviti al canale Whatsapp di BolognaToday