L’ultimo atto è stato celebrato ieri con l’inaugurazione dell’Uliveto Mapei, un progetto di rigenerazione agricola realizzato in collaborazione con l’associazione no-profit salentina OlivaMi. Con la donazione di 1500 ulivi resistenti alla Xylella, il Gruppo Mapei, tra i maggiori produttori mondiali di prodotti chimici per l’edilizia, ha scelto di lanciare un messaggio in tre direzioni: «Tutela del paesaggio, attenzione all’ambiente e sostegno concreto all’economia locale», come sottolinea Veronica Squinzi, amministratore delegato dell’azienda, presente alla cerimonia.
È però una storia che viene da lontano quella che lega alla Puglia il gigante con 98 consociate distribuite in 59 Paesi, 106 stabilimenti produttivi operanti in 42 nazioni e oltre 13.200 dipendenti occupati. Molti sono stati gli investimenti di Mapei in Puglia, a cominciare dalla partecipazione al restauro del Teatro Petruzzelli di Bari, attraverso una sponsorizzazione tecnica, fino all’apertura dello stabilimento di Modugno, obiettivo avviato nel 2023: è il quarto in Italia e il primo nel Sud. Un progetto ancora in evoluzione che dovrebbe salutare a fine anno l’avvio del pieno regime dopo gli ultimi investimenti.
Veronica Squinzi, perché la creazione dell’Uliveto Mapei?






