«Ciao Alessia, aiutaci ad aprire il nostro cuore ad un amore che non finisce. La morte di una bambina non è una cosa comune, non è una cosa che siamo abituati a vedere con frequenza. L’immagine che più oggi ci aiuta a pensare ad Alessia, ai suoi genitori e a coloro che sono legati a lei, ci riconduce alla storia di Cristo e alle vicende della sua vita. Quando lui, lì nel momento della sua gloria, sulla croce, ha di fronte a sé lo spettacolo di una umanità che gli è stata consegnata dal padre. Una umanità che lo ha accompagnato proprio nell’esperienza che lo ha portato su quella croce».
Così Vincenzo Talluto, parroco della parrocchia Santa Maria di Monserrato del quartiere Borgo Vecchio a Palermo, nell’omelia durante il funerale in Cattedrale di Alessia La Rosa, la piccola tifosa del Palermo morta ad otto anni in seguito ad un tumore.
Gli ultras della curva Nord e un centinaio di cittadini hanno accolto il feretro di Alessia al suo arrivo in Cattedrale per l’ultimo saluto. Il piccolo feretro bianco, con sopra un peluche a forma di unicorno e tanti fiori, è stato portato in spalla dagli amici di Alessia fin dentro la chiesa, al suo fianco uno striscione gigante con su scritto: «Addio guerriera». Gli ultras della curva nord, sventolando bandiere del Palermo calcio, hanno intonato anche un coro dicendo: «Alessia con noi».










