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Spostarsi tra le due principali aree urbane della provincia di Cosenza è diventato un percorso a ostacoli economico e logistico. Eppure il collegamento tra il capoluogo e la terza città della calabria dovrebbe essere favorito e non ostacolato. Non esiste un treno diretto. Anche se fossero finiti i lavori della jonica bisognerebbe sempre arrivare a Sibari per poi cambiare. Cresce così di giorno i giorno, come il costo del biglietti e della benzina, il malcontento tra le centinaia di studenti universitari, lavoratori pendolari e cittadini che ogni giorno si affidano al trasporto pubblico su gomma per viaggiare lungo l'asse Corigliano Rossano-Cosenza-Rende (Unical). Una mobilità che, secondo le denunce degli utenti, sta progressivamente smettendo di essere un servizio pubblico accessibile per trasformarsi in un lusso costoso e inefficiente. E con la mazzata dei rincari viaggiare è un lusso.
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