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Da cinque anni la stazione dei treni di Campobasso, il capoluogo del Molise, è chiusa al traffico ferroviario a causa degli interventi di ammodernamento della linea che collega la città a Venafro, un comune al confine con il Lazio, in direzione di Roma. Fino ad allora la linea era servita soltanto da treni a gasolio: mezzi datati, che collegavano Campobasso a Roma e Napoli con tempi di percorrenza lunghi e frequenti disagi.
Per risolvere queste criticità, nel giugno del 2020 sono cominciati i lavori di elettrificazione della linea, ossia l’adattamento dell’infrastruttura per sostituire i treni a gasolio con convogli elettrici, più moderni, rapidi e meno inquinanti.
Da quel momento, insieme ad Aosta, Campobasso è diventato l’unico capoluogo di regione in Italia privo di collegamenti ferroviari regolari, con conseguenti disagi quotidiani per pendolari, studenti (la città è la sede dell’università più grande e frequentata della regione) e viaggiatori, che evidenziano l’isolamento del Molise rispetto al resto della rete nazionale.
Per raggiungere città come Roma o Napoli, i viaggiatori devono servirsi esclusivamente di autobus sostitutivi, spesso sovraffollati e con tempi di percorrenza più lunghi rispetto al treno.






