La sfida, ormai, è a tutto campo. Archiviati gli scontri d’annata come quello sul daspo urbano e i botta e risposta recenti sul bonus Vesta e sul Ministero della Cultura nella governance del Salone, l’ultimo attacco al sindaco del Pd Stefano Lo Russo del vicepresidente della Regione di Fratelli d’Italia Maurizio Marrone, candidato in pectore del centrodestra alle Comunali 2027, arriva sul nuovo City Brand. Il Comune ha lanciato la nuova campagna di comunicazione al proprio stand nel Salone del Libro. «Sta avendo uno straordinario successo», dice il sindaco. «Trovo sbagliato aver pagato dei milanesi per una campagna scollegata dalla realtà che non dice nulla su Torino», replica Marrone.

Torino lascia senza parole: perché il nuovo spot per promuovere la città è "muto"

Come è nata la campagna La nuova polemica è servita: Marrone sfida Lo Russo anche sulla comunicazione. Ma cos’è il City Brand? «Il modo in cui una città racconta sé stessa», si legge sul sito del Comune. E quello disegnato per la città è “torino:”. Perché «Torino si racconta da sola», perché «la città ha tante anime», sono le prime spiegazioni arrivate in Comune. Il brand “torino:” è il risultato di una lunga campagna di ascolto iniziata nel 2023 e conclusa quest’anno dopo che, tramite una selezione pubblica, l’incarico è stato affidato alla società milanese di LeftLoft. Analizzati i questionari raccolti per due anni, la società ha individuato tante dimensioni di Torino. «Città dei saperi». «Città dove si vive bene». «Città nella natura». «Città plurale». Per questo se il brand di New York è l’iconico “IloveNY” col cuore rosso, quello del capoluogo piemontese - lanciato in sordina prima del Salone tra post online e cartelloni pubblicitari - è diventato “torino:”.