Da vocabolario, uno sciacallo è una persona che approfitta delle disgrazie altrui per il proprio tornaconto. Forse però, in una prossima edizione dei dizionari di lingua italiana, basterebbe scrivere “Matteo Salvini” accanto a questa definizione, per rendere l’idea.

Perché davvero, non c’è nessun politico in Italia, forse in Europa, capace di gettarsi su qualsiasi tragedia per racimolare un po’ di visibilità e qualche like sui social network, o per portare acqua al mulino delle sue idee politiche razziste e discriminatorie. Lo fa da sempre, dal tempo degli attentati dell’Isis nelle città europee, chiamando allo scontro di civiltà col mondo islamico, e da allora abbiamo sindaci musulmani a Londra e New York, molto più progressisti e liberali e Occidentali di lui. L’ha fatto, di recente, di fronte a uno spacciatore ucciso nei pressi della stazione di Rogoredo, a Milano, difendendo “senza se e senza ma” il poliziotto che gli aveva sparato, salvo poi scoprire che era un ricattatore che aveva inscenato una “legittima difesa” che non era mai esistita, mettendo una pistola scacciacani accanto al cadavere di una persona uccisa a sangue freddo.

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L’ha fatto di nuovo ieri pomeriggio, quando un uomo ha investito otto persone a Modena, falciandole con la sua auto a tutta velocità e ferendone quattro in modo molto grave e accoltellando un passante che voleva fermarlo. E l’ha fatto solamente perché ha letto da qualche parte che l’uomo che le ha investite era un giovane di origine nordafricana: Salim El Koudri. Tanto è bastato, al vice presidente del consiglio del nostro Paese, per lanciarsi in un’intemerata senza capo ne coda contro l’integrazione delle seconde generazioni, lo ius soli e le cittadinanze facili. Perché, dice Salvini, “certe persone non sono assolutamente integrabili”.