PADOVA - Niente affidamento in prova ai servizi sociali e libertà per il re delle truffe. Il Tribunale di sorveglianza ha bocciato la richiesta di Mattia Griggio, 47 anni, di uscire dal carcere Due Palazzi. I giudici, al momento, l’hanno definita una “decisione prematura” nonostante il signore del raggiro debba scontare meno di quattro anni di reclusione.
I giudici Griggio, difeso dall’avvocato Marco Vendramini del foro di Padova, è dietro alle sbarre di una cella dall’8 febbraio del 2024 per un cumulo pena di 7 anni e 6 mesi. Detenuto modello, ogni sei mesi ha potuto godere di 45 giorni detratti dalla condanna totale, riuscendo così ad abbassare gli anni da scontare a meno di quattro. L'affidamento in prova al servizio sociale, chiesto dal legale di Griggio al Tribunale di sorveglianza, è una misura alternativa alla detenzione prevista dall'ordinamento penitenziario italiano. Consente a chi è stato condannato a una pena non superiore appunto a 4 anni di espiare la condanna in libertà, attraverso un percorso di riabilitazione e reinserimento seguito dagli assistenti sociali. Ma i giudici hanno pensato che il 47enne non fosse ancora pronto. Nella casa di reclusione Griggio è impegnato in varie attività: scrive per la rivista “Ristretti Orizzonti” ed è iscritto all’Università alla facoltà di Giurisprudenza. Intanto una vittoria però l’ha incassata, i giudici della Corte d’Appello di Venezia hanno accolto il suo ricorso e da gennaio può incontrare i suoi figli.Le truffe Griggio, più volte preso di “mira” dalla trasmissione “Le Iene”, è finito in carcere nel 2024 per quattro condanne diventate definitive. Sono tutti episodi risalenti al 2015. Il fatto più grave è il concorso morale nella rapina ad un benzinaio per il quale Griggio rimediò in primo grado una pena di tre anni e sei mesi di reclusione. É la vicenda relativa al colpo messo a segno nella primavera del 2015 ai danni del distributore di carburante Bc di Valli di Chioggia. La rapina era stata ideata dalla fidanzata di uno dei dipendenti, la quale, assieme alla madre, aveva poi reclutato gli esecutori materiali. Il re delle truffe, accusato di aver preso parte all’ideazione del colpo, aveva affrontato il rito abbreviato rimediando la condanna più pesante del gruppo criminale, anche alla luce dei suoi precedenti. Le altre condanne diventate definitive riguardano le classiche truffe di Griggio, una nel milanese, due nel padovano. Si spacciava per promotore, prometteva finanziamenti a tasso agevolato e, con il pretesto di dover attivare una polizza assicurativa a copertura del prestito richiesto, si faceva accreditare somme in denaro su una carta Postepay. Poi spariva dalla circolazione senza mai far arrivare ai richiedenti alcun tipo di finanziamento. Con questo modus operandi Griggio ha raggirato centinaia di persone nel corso degli anni. Anziane, pensionati, gente alle prese con difficoltà economiche erano le vittime preferite. Una settantina i procedimenti penali a suo carico, celebrati nei tribunali di quattro regioni del Nord Italia. In questi anni l’avvocato Vendramini è riuscito comunque a strappare una serie di assoluzioni (tra cui una pronunciata dalla Corte d’Appello di Bologna che ha cancellato una condanna in primo grado a due anni e sei mesi) e di prescrizioni che hanno alleggerito il pesante fardello.







