Gianmarco Mazzi a Eurovision 2026
Per la prima volta il Governo italiano ha raggiunto la delegazione italiana di Eurovision a Vienna, dove domani 16 maggio Sal Da Vinci si giocherà la finale con "Per sempre sì". Dopo aver usato la canzone vincitrice del Festival di Sanremo come tema alla kermesse pro-referendum sulla giustizia che si tenne a Milano lo scorso marzo, infatti, si muove il nuovo Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, che sarà in Austria insieme a FIMI e ad Assoconcerti per sfruttare in maniera concreta questa opportunità. Così, mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez sottolinea la giustizia della scelta di boicottare l'evento contro la presenza di Israele perché "di fronte a una guerra illegale e a un genocidio, il silenzio non è un'opzione e non possiamo rimanere indifferenti a ciò che continua ad accadere a Gaza e in Libano", l'Italia cala la carta del Governo.
Certo, Mazzi non è un novellino, anzi. Nonostante sia stato scelto come Ministro del Turismo dopo l'epurazione della Presidente Giorgia Meloni, Mazzi vanta un curriculum musicale di tutto rilievo. Fondatore della Nazionale cantanti e della Partita del cuore, negli anni ha collaborato a lungo con tanti artisti, da Caterina Caselli ad Adriano Celentano, passando per Riccardo Cocciante. Per sei edizioni è stato direttore artistico del Festival di Sanremo (due volte con Bonolis, poi con Giorgio Panariello, Antonella Clerici e Gianni Morandi), oltre a collaborare con i Festival di Amadeus. Ha seguito artisticamente il talent show di Rai2 "The Voice", organizzato spettacoli televisivi con Vasco, Zucchero, Mogol e Andrea Bocelli, tra gli altri, oltre a coprire il ruolo di direttore artistico e amministratore delegato della società che, all’Arena di Verona, gestisce le attività televisive e live all’Anfiteatro. Insomma, Mazzi non arriva a Vienna da inesperto, anzi, il contrario. È uno degli uomini di potere della musica italiana. Simbolicamente, poi, ha una valenza importante. Fin da quando si è insediato, questo Governo mostra la volontà di influenzare anche l'ambito culturale del Paese, con risultati che almeno mediaticamente non hanno sempre fatto centro. Le ultime gestioni difficili sono state quella della nomina di Beatrice Venezi a direttrice artistica del Teatro La Fenice di Venezia e poi il caos della Biennale che ha costretto il Ministro della Cultura Alessandro Giuli a intervenire più volte, anche in maniera critica nei confronti del presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco.












