Arriva l’ok alla definizione agevolata delle posizioni debitorie verso gli enti locali. La misura consente a chi ha ricevuto cartelle relative a Imu, Tari, tassa di soggiorno e canoni concessori di regolarizzare la propria posizione versando soltanto l’importo originario dovuto, senza applicazione di sanzioni né interessi. Lo stesso meccanismo viene esteso anche alle multe stradali. Ecco cosa sapere.
Tutto nasce da un emendamento inserito nel decreto fiscale, approvato alla Camera con il voto di fiducia, che amplia la cosiddetta rottamazione quinquies ai debiti con Regioni e Comuni. Non si tratta però di un automatismo: ogni ente locale può scegliere autonomamente se aderire o meno alla misura. Le eventuali delibere dovranno essere rese pubbliche sui siti istituzionali entro il 30 giugno. Le domande di adesione potranno invece essere presentate tra il 16 settembre e il 31 ottobre.
Per approfondire: Rottamazione cartelle anche per Imu, Tari e multe stradali: l'emendamento al Dl fiscale
La definizione agevolata riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, comprendendo sia entrate tributarie sia non tributarie di Regioni ed enti locali. Nel perimetro rientrano imposte come Imu, Tari, imposta di soggiorno, tributo sulla pubblicità e diritti sulle affissioni pubbliche. Sono inclusi anche canoni patrimoniali e corrispettivi per servizi pubblici locali. La misura si estende inoltre alle sanzioni per violazioni del Codice della strada elevate dalla polizia locale.











