Si concludono al Parlamento lituano le giornate di studio dei conservatori europei sul nuovo modello di Ue. Conversazione con l’europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo. “Oggi Ecr difende strenuamente i trattati europei dove non è previsto che l’Unione europea si occupi di tutto e spogli completamente gli Stati nazionali delle proprie competenze. Spesso veniamo etichettati come antieuropei o euroscettici, in realtà noi difendiamo l’Europa delle origini”
Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo Ecr al Parlamento europeo, non ha dubbi: i conservatori di Ecr oggi sono la parte politica che difende l’Europa delle origini, contro il superstato immaginato dalle sinistre. Inoltre il ruolo del governo di Giorgia Meloni è intrecciato a questo sforzo politico, anche per favorire il dialogo di Ue e Golfo. Formiche.net lo ha raggiunto telefonicamente a Vilnius, dove sono in corso al Parlamento lituano le giornate di studio dei conservatori europei sul nuovo modello di Ue.
Perché i conservatori europei di Ecr sono contrari a un superstato europeo?
Perché difendiamo l’idea originale e fondativa dell’Unione europea di una confederazione di Stati nazionali che decidono di stare insieme per fare poche e importanti cose, non per fare tutto o ridurre gli Stati nazionali a degli enti amministrativi. Il rischio è che si deleghi tutto a un superstato che nessuno ha votato e che nessuno ha voluto. Tra l’altro non mi risulta che ci sia stato un voto in questo senso. Quello che mi fa anche sorridere è che spesso i sostenitori del superstato europeo, per intenderci gli Stati Uniti d’Europa, si dicono federalisti. Ma si tratta dell’esatto opposto del federalismo. Il federalismo è la devoluzione di poteri e competenze dal centro verso la periferia. Invece nella versione europea, questi partiti lodano l’accentramento dei poteri e delle competenze dagli Stati verso Bruxelles.






