I 25 Paesi sono pronti, ma il vincitore sarà solo uno. Dalla Wiener Stadthalle, va in scena la gran finale della 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest. La diretta sarà trasmessa - oggi 16 maggio - in prima serata su Rai 1, preceduta alle 20.35 dall'“Anteprima Eurovision”, che accompagnerà il pubblico verso lo show con racconti dal backstage di Vienna, interventi degli ospiti e un riepilogo dei venti Paesi qualificati e dei cinque con accesso diretto alla finale. Grande attesa, naturalmente, per Sal Da Vinci.

Tutti i Paesi in gara I dieci che hanno superato la seconda semifinale di giovedì 14 maggio sono: Bulgaria, Ucraina, Norvegia, Australia, Romania, Cipro, Danimarca, Repubblica Ceca, Albania e Malta. Alla conduzione italiana, per il terzo e ultimo appuntamento della settimana eurovisiva, Gabriele Corsi (alla sua sesta edizione) ed Elettra Lamborghini, al debutto come telecronista. Sul palco di Vienna, i padroni di casa Victoria Swarovski e Michael Ostrowski. Venticinque paesi in gara. Ad aprire la serata sarà la Danimarca con Søren Torpegaard Lund e “Før vi går hjem”; a chiudere il padrone di casa, l'Austria di COSMÓ con “Tanzschein”. L'Italia gareggia in posizione 22 con Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, fra la Cipro di Antigoni e la Norvegia di Jonas Lovv. Alla vigilia della finale, i bookmaker e gli osservatori internazionali indicano la Finlandia di Linda Lampenius e Pete Parkkonen con “Liekinheitin” (Lanciafiamme) come principale candidata alla vittoria. In rimonta nelle ultime ore l'Australia di Delta Goodrem con “Eclipse”, seguita dalla Grecia di Akylas (“Ferto”), dall'Israele di Noam Bettan (“Michelle”), dalla Danimarca di Søren Torpegaard Lund (“Før vi går hjem”), dalla Romania di Alexandra Căpitănescu (“Choke Me”) e dalla Bulgaria di DARA (“Bangaranga”).Sal Da Vinci rappresenta l'Italia Tra i candidati c'è anche l'Italia: Sal Da Vinci e “Per sempre sì”, fresca vittoria del 76° Festival di Sanremo, partono con buone aspettative dalla posizione 22 in scaletta. Sal Da Vinci – all'anagrafe Salvatore Michael Sorrentino, 57 anni, nato a New York mentre il padre era in tournée negli Stati Uniti, oggi napoletano d'adozione – porta a Vienna “Per sempre sì”, brano eseguito in parte in italiano e in parte in dialetto napoletano. Si presenta sul palco di Vienna dopo il doppio disco di platino di “Rossetto e Caffè” (2024) e con un 2° posto nelle charts italiane di “Per sempre sì”.Il programma La serata si apre con il vincitore in carica JJ. Dopo il VT “The Way Home” – che racconta il viaggio di un anno della barchetta di carta della sua esibizione di Basilea, da Reno e Danubio fino alla Vienna State Opera – il controtenore austriaco entra in scena con l'aria della Regina della Notte dal “Flauto Magico” di Mozart, prima di evolvere in “Wasted Love” e nel nuovo singolo “Unknown”. Sul palco con lui 40 ballerini e 6 aerial performer; l'Orchestra Sinfonica della Radio ORF accompagna dal vivo. Nello stesso blocco è integrata la Flag Parade delle 25 delegazioni. Tre i grandi numeri d’intervallo della serata. Il primo, “Celebration!”, è il medley dei 70 anni del concorso: otto Eurovision – Erika Vikman, Lordi, Alexander Rybak, Kristian Kostov, Max Mutzke, Miriana Conte, Ruslana e Verka Serduchka – interpretano i classici della storia di Eurovision (da “Waterloo” a “Euphoria”, da “Puppet on a String” a “Dschinghis Khan”), con un finale italiano: il pubblico di Vienna canterà “Nel blu dipinto di blu” di Domenico Modugno. Il secondo è la performance dell'austriaco Parov Stelar, pioniere internazionale dell'Electro-Swing, con il nuovo brano “Black Lilies” in anteprima mondiale live insieme all'ORF Radio Symphony Orchestra Vienna: 30 ballerini, 18 archi, finale con piramide umana e Parov Stelar in cima. Il terzo è un tributo a Vienna città di musica: un VT con Billy Joel che racconta come scrisse il suo brano “Vienna” e il suo legame con la città, poi sul palco César Sampson – secondo classificato per l'Austria nell'edizione 2018 – ne propone una versione live raccolta, accompagnato da un piccolo coro maschile, una fisarmonicista e tre ottoni. Sul LED wall scorrono le immagini dei 72 vincitori (nel 1969 i vincitori furono 4, a pari merito) della storia di Eurovision, introdotte dal voice-over “Settant'anni uniti dalla storia”. Come previsto dal regolamento, la finale combina il voto delle giurie nazionali (50%) con quello del pubblico (50%), incluso il voto del “Rest of the World” dai paesi non partecipanti, che vale come un paese aggiuntivo. A differenza delle due seminifinali, nella Grand Final, le linee di voto si apriranno poco prima della prima esibizione, resteranno attive durante tutte le performance e proseguiranno per circa 40 minuti dopo l’ultima canzone, fino all'invito “Stop voting now”, affidato quest'anno a una famiglia in collegamento dalla Thailandia.Dove vederlo in tv e streaming L'evento è anticipato alle 20.35 su Rai 1 dall'“Anteprima Eurovision”, in onda subito dopo il TG1: un appuntamento speciale per la finalissima che ripercorrerà i venti qualificati delle due semifinali e i cinque che accedono di diritto, le storie degli artisti più attesi, i favoriti dei bookmaker e i collegamenti con il backstage della Wiener Stadthalle. Rai Pubblica Utilità conferma il proprio impegno per garantire a tutti la piena fruibilità dell’Eurovision Song Contest 2026, attraverso sottotitoli e audiodescrizione. La finale sarà inoltre resa interamente accessibile anche in Lingua dei Segni su un canale dedicato di RaiPlay. Il servizio coinvolgerà 10 performer, sordi e udenti, che interpreteranno in LIS (Lingua dei segni italiana) e in ISL (Lingua dei segni internazionale) sia le canzoni in gara sia le performance degli ospiti. A loro si affiancheranno due interpreti, incaricati della traduzione in LIS dei momenti di conduzione. L’introduzione della Lingua dei Segni Internazionale accanto alla LIS risponde alla natura globale della manifestazione e alla volontà di avvicinare all’evento un pubblico sempre più ampio, in particolare i giovani sordi che conoscono e utilizzano anche i segni internazionali. Una scelta che rafforza l’obiettivo di un’accessibilità sempre più trasversale, capace di attraversare lingue, culture e comunità diverse.