Sinner batte Medvedev alla ripresa e vola in finale a RomaROMA (Gaia Piccardi) Il giorno dopo, è tutta un’altra storia. Era stato un romanzo, oggi è un’intramuscolare. Diciassette minuti bastano per risolvere il rebus russo. Sommati alle 2h20’ del primo tempo, fanno 2h37’ in totale. Sugli spalti, si riunisce la famiglia Sinner: papà, fratello, fidanzata. Siglinde, la mamma, sceglie di non esserci. Se n’era andata anche nella notte piovosa di venerdì, per non vedere il suo bambino soffrire.Alle 16 si ricomincia sotto un cielo indeciso: ha già piovuto, forse ripioverà. Il punteggio della semifinale interrotta, durante la quale era successo di tutto, è rimasto stampato sulla terra: 6-2, 5-7, 4-2 per Jannik, capace di superare un lungo malessere fisico, vantaggio Medvedev. Il corsaro nero estrae dalla borsa due litri d’acqua: prevenire i crampi è meglio che curarli. Dettaglio curioso fornito ai giocatori dalla giudice di sedia, Amelie Tourte: il palleggio di riscaldamento verrà fatto con palle nuove, per il match verranno reintrodotte le palle di venerdì sera, con il grado di usura che avevano raggiunto. In palio l’ultimo posto per la finale degli Internazionali, domenica alle 17 contro il norvegese Casper Ruud, alla presenza del Presidente della Repubblica Mattarella.Serve Medvedev, dunque. Da sinistra. A freddo, bum, dalla gelida Mosca piove un ace a 207 km all’ora. Italia-Russia 4-3. Medvedev nemmeno si siede al cambio di campo, Jannik si fa aspettare. Non ci sono attendismi: siamo già nel cuore del match. Il numero uno lo sa bene: risponde all’avversario con un ace affilato come la roccia delle sue Dolomiti. Tiene la battuta a zero. 5-3. Tocca al russo, che con un doppio fallo va 0-30, poi 15-40 con un dritto in rete. Eccoli qui, i match point: si materializzano dopo pochi minuti di gioco. Addirittura due. Medvedev annulla il primo con un ace e il secondo con un servizio vincente, poi accorcia le distanze: 5-4. Però adesso il vantaggio della battuta è in mano all’azzurro. Le nuvole che passano sotto il centrale regalano al film tagli di luce sempre diversi. Lo scacchista va a rispondere sui teloni. Dopo un’indecisione, Sinner ne approfitta. Lo sposta e lo trafigge con una palla corta, poi un grande classico: la combinazione servizio-dritto. E siamo al quarto match point. Con un ultimo rovescio, Sinner spazza via la minaccia russa e si guadagna la seconda finale della carriera agli Internazionali d’Italia. «Una sfida complicata, ho avuto una notte difficile sapendo che il lavoro non era finito – dice -. La partita è finalmente finita. Sono molto contento: questo è un torneo speciale per me e per gli italiani». Domenica con Ruud giocherà per il titolo e, cinquant’anni dopo Adriano Panatta che sarà in campo per premiare, per la storia. Ma il ragazzo ha le spalle larghe.