di
Alberto Giulini e Massimo Massenzio
Sara Martinetto, amica e collega: «Quel viaggio insieme per vedere gli squali. Sulla sicurezza durante le immersioni è sempre stata inflessibile»
«Per me è rimasta sempre quella splendida bambina dolce, con i capelli biondi al vento e gli occhioni azzurri». Anna Maria Gioda ha gli occhi lucidi quando parla di Muriel Oddenino, la trentenne ricercatrice di Poirino morta durante la drammatica escursione subacquea nell’atollo di Vaavu. Anna Maria è stata la sua maestra delle elementari nel paese di 11 mila anime in provincia di Torino, dove Muriel tornava spesso in visita ai genitori, Andrea e Silvina. «Ormai viveva in Liguria, vicino al mare, che era il suo elemento. D’altronde il suo nome vuole dire proprio “mare luminoso” e lei da piccolina non faceva che parlare delle gite a Pietra Ligure con la famiglia — ricorda l’insegnante —. Ci sentivamo ancora ogni tanto, mi faceva gli auguri per il compleanno. È sempre stata molto affettuosa e curiosa e così è rimasta anche da adulta. L’ho incontrata per strada, si è fermata per salutare la sua vecchia maestra e raccontarmi un po’ della sua vita. Era felice, gli occhi le brillavano». Sul banco c’è una vecchia foto di Muriel da bambina: «Me la ricordo così, con quella frangetta e il sorriso stampato in faccia. Anche da grande non credo di averla mai vista con un’espressione cupa. Era bellissima, luminosa senza un filo di trucco e la sua allegria era contagiosa».In Liguria Muriel frequentava il diving center di Noli dove lavora come istruttrice la collega Sara Martinetto, anche lei biologa marina di Poirino: «Due anni di differenza, stesso paese, stesso liceo, ma non ci siamo mai incontrate prima dell’università. Poi ho continuato il progetto che lei aveva iniziato durante la tesi e ci siamo ritrovate all’Università di Genova. Siamo diventate grande amiche, Muriel era un uragano, solare e testarda. Qualità che l’hanno aiutata nella vita, perché fare la biologa marina, in Italia, non è semplice. Lei invece ha tirato fuori tutta la grinta e la passione che l’hanno sempre animata per riuscire a fare il mestiere che sognava da sempre».Le due amiche erano già state insieme alle Maldive: «Un viaggio organizzato dalla professoressa Montefalcone nel 2021. Ricordo l’emozione quando ci hanno detto che avremmo potuto vedere lo squalo balena. Abbiamo mangiato con la maschera addosso e le pinne in mano per essere le prime a entrare in acqua. Abbiamo visto anche gli squali nutrice e ricordo la meraviglia negli occhi di Muriel quando ci hanno sfiorato le gambe. Quell’immagine me la porto dentro. Lei sapeva affascinare raccontando le meraviglie subacquee, ma sulla sicurezza durante le immersioni è sempre stata inflessibile. Ci mancherà moltissimo».










