L’istruzione post-secondaria o terziaria professionalizzante fatica a prendere piede, nonostante i miglioramenti arrivati con le riforme del sistema. Un’indagine mostra che gli studenti degli istituti tecnici hanno aspettative basse su questi percorsi.

Percorsi poco conosciuti

Fino a poco tempo fa, il pilastro di istruzione post-secondaria o terziaria di tipo professionalizzante è stato quasi assente in Italia. Secondo l’Ocse, nel 2021, la quota della popolazione in età 25-34 con un diploma post-secondario professionalizzante era pari allo 0,1 per cento, molto inferiore rispetto a paesi come la Francia (13.8 per cento), la Svezia (11,1 per cento) e gli Stati Uniti (10,5 per cento).

Le cose stanno cambiando. Nel 2022 sono state istituite le Its Academy, dove Its sta per Istituti tecnici superiori, percorsi biennali o triennali, che forniscono formazione terziaria a ciclo breve (ISCED2011 livello 5), con un approccio duale che prevede circa il 30 per cento del tempo speso in stage aziendali e docenti che provengono dal mondo produttivo. Gli Its esistevano anche prima, ma nel 2020 solo 5.280 studenti avevano ottenuto questo diploma. Nel 2023, gli iscritti erano saliti a 26mila, molti dei quali provenienti dagli istituti tecnici. Attualmente, sfiorano le 40mila unità.