Perché crisi politica e turbolenze dei bond britannici sono intrecciate in Gran Bretagna. L'articolo del Daily Telegraph tratto dalla rassegna di Liturri.
(The Daily Telegraph, di Tom Saunders e Chris Price, 14 maggio 2026)
I grandi investitori internazionali stanno vendendo o evitando i titoli di Stato britannici (gilts) a causa della crisi di leadership che investe Sir Keir Starmer, con Jupiter Asset Management che ha ridotto le sue posizioni, Edmond de Rothschild che evita i titoli a lunga scadenza e Jefferies che esprime preoccupazione specifica per il Regno Unito, temendo un peggioramento della politica fiscale se dovesse arrivare un leader più a sinistra.
Gli esperti avvertono che una sostituzione di Starmer con figure come Andy Burnham o Angela Rayner potrebbe scatenare una reazione a catena sui mercati, con un’impennata dei rendimenti già ai massimi da decenni, riducendo lo spazio fiscale del governo e minacciando i piani della cancelliera Rachel Reeves per 12 miliardi di sterline.
La crisi politica, con quasi 100 deputati Labour che chiedono le dimissioni di Starmer e dimissioni ministeriali in arrivo, si somma all’inflazione globale e alle tensioni geopolitiche, rendendo il Regno Unito particolarmente vulnerabile rispetto ad altri Paesi e mettendo a rischio la stabilità finanziaria del Paese.












