Gabriele Vagnato non è un conduttore nel senso classico del termine. Non cerca il centro della scena, non accumula ospiti, non insegue la battuta ad effetto. Fa qualcosa di più difficile: si avvicina alle persone, le guarda da dentro per un giorno intero, e poi sparisce dietro la telecamera lasciando che siano loro a riempire il frame. Lo fa con Giorno di Prova, il suo format su YouTube che nel tempo è diventato un punto di riferimento per chi vuole capire come funziona davvero il racconto delle persone — non quello costruito per i comunicati stampa, ma quello che emerge quando la maschera cade.

A Fanpage.it lo abbiamo incontrato mentre l'Italia tiene gli occhi puntati su Vienna, dove Sal Da Vinci si gioca la sua partita all'Eurovision. E Vagnato, che a Vienna c'è stato, proprio accanto a Sal, ha le idee chiare: "Dovremmo fare il tifo per lui, invece siamo ancora qui a discutere se la bandiera è abbastanza italiana". Nel mezzo, c'è spazio anche per Fiorello: "Il mio papà artistico", per The Floor, per Playlist, e per un messaggio abbastanza esplicito a Mara Venier: "Se chiama, arrivo correndo". Gabriele, sei stato accanto a Sal Da Vinci a Vienna fino a poche ore fa. Qual è la sensazione che si respira?