Just Eat ha chiesto di attivare la procedura di riduzione del personale per 42 dei suoi dipendenti in Italia. A rimanere a casa non saranno i rider ma alcuni tra impiegati e manager che ne tutelano l’organizzazione del lavoro e le condizioni di sicurezza durante le consegne. Il timore dei sindacati è che questo compito, di assistenza e supporto, sarà affidato all’intelligenza artificiale. La richiesta è stata presentata dalla società lo scorso 6 maggio, tramite la sua controllata italiana Takeaway.com Express Italy, che incontrerà i sindacati lunedì per discutere la procedura di licenziamento collettivo. Tra le motivazioni che hanno portato a questa decisione, si apprende, c’è la necessità di razionalizzare i costi del lavoro, semplificare le strutture organizzative, e ridurre le mansioni di staff e di supporto. Le mosse di Just Eat Il gruppo prevede inoltre di riallocare alcune attività verso altri siti ritenuti più idonei a garantire uniformità alla struttura. Oggi la piattaforma è l’unica in Italia a inquadrare come subordinati i ciclofattorini, che operano sotto il contratto collettivo nazionale della logistica e dei trasporti, con tutele come ferie retribuite, salario orario, indennità aggiuntive. Mentre i competitor Glovo e Deliveroo - tra le altre cose, sotto inchiesta dalla Procura di Milano - impiegano i rider come autonomi. Ora, il gruppo soffre i costi del modello Scoober, quello che prevede l’assunzione diretta dei lavoratori. Secondo quanto dichiarato per avviare la procedura di licenziamento, la scelta dipende dal fatto che l’assetto delle strutture organizzative locali che oggi supportano l’attività di consegna prevede una grande complessità organizzativa e un importante ricorso a processi manuali.