In un caso sarebbero già state avanzate le prime proposte di adeguamento delle paghe e nell'altro il confronto è appena iniziato, anche perché manca ancora una decisione del giudice.

Così si stanno muovendo, da quanto si è saputo, i due colossi del delivery food, ossia Foodinho-Glovo e Deliveroo, per i quali è stato disposto il controllo giudiziario per presunto caporalato sui rider - circa 60mila in totale per le due società - nelle indagini della Procura di Milano, diretta da Marcello Viola.

Dopo il provvedimento del 19 febbraio del gip Roberto Crepaldi su Foodinho, che ha convalidato il decreto d'urgenza del pm Paolo Storari, è già iniziato un confronto tra responsabili e legali della filiale italiana del gruppo spagnolo e l'amministratore giudiziario Adriano Romanò, chiamato ad occuparsi della "regolarizzazione dei lavoratori": nello specifico l'adeguamento delle retribuzioni, che devono salire oltre la "soglia di povertà" calcolata negli accertamenti degli inquirenti e dei carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro.

Confronto basato su proposte al fine di raggiungere livelli salariali adeguati e forme contrattuali con tutele, in vista poi di una revoca del controllo giudiziario.