PORDENONE - Borgomeduna, via Udine, giovedì. I locali della zona stavano chiudendo il servizio del pranzo quando un uomo ha aggredito la sua compagna davanti al Bar Victoria. Secondo le testimonianze raccolte, le ha afferrato la testa e gliel’ha sbattuta contro un’auto parcheggiata. «Ci siamo spaventati tutti», riferisce chi ha segnalato l’accaduto. L’aggressore, un abitante di Marsure, era visibilmente ubriaco. «Aveva sicuramente bevuto ed era alterato. Se ne vedono tanti, e spesso, ridotti così».
A intervenire in soccorso della donna è stato un cliente dell’osteria Ai Travi, il locale che si trova a pochi metri, uscito per cercare di dividere i due e che, secondo quanto ricostruito, si sarebbe ferito accidentalmente a una mano. Il taglio ha comportato diversi punti di sutura. Altri due avventori, intervenuti per difendere la donna, hanno riportato contusioni guaribili in 3 e 5 giorni. La situazione si è placata con l’arrivo dei carabinieri del Radiomobile e dei poliziotti della Volante. L’uomo è stato messo a terra e immobilizzato. Arrestato per resistenza e lesioni, è stato trattenuto nella cella di sicurezza della caserma dell’Arma. Questa mattina sarà processato per direttissima. IL QUADRO L’aggressione è avvenuta in pieno giorno, a pochi passi da attività aperte e con clienti ai tavoli. Il fatto è successo nel tratto di via Udine su cui si affaccia il Bar Victoria, un punto che i residenti indicano ormai come uno dei più problematici del quartiere. La coppia era a Pordenone per caso, era andata nella vicina lavanderia e aspettava che si concludesse il ciclo del lavaggio, quando è scoppiato un alterco per questioni economiche. Dall’osteria Ai Travi, il proprietario racconta di non aver visto direttamente l’aggressione, ma di averla sentita. «Da qui abbiamo sentito le urla. Era verso fine servizio, la gente stava terminando il pranzo, un attimo prima era tutto tranquillo. Poi sono arrivate le grida e il pranzo si è interrotto di colpo». Il cliente che è uscito per fermare la violenza è un frequentatore abituale, una persona conosciuta e a modo, che ha provato a dividere i due e si è ritrovato al pronto soccorso. «Queste persone avevano bevuto molto, come succede spesso», continua il titolare. Non qui dentro, perché io proprio non li faccio entrare. Certa gente la riconosci subito e qui non mette piede». IL QUADRO Pur non considerando la zona pericolosa in generale, ammette a malincuore che non è più quella di vent’anni fa. E non si limita alla cronaca del singolo episodio, allargando il discorso a un problema che considera molto più profondo. «Qui ci vuole più educazione. Le scuole hanno perso il loro scopo, l’educazione civica non esiste più. Bevono, si ubriacano, e sono allo stesso tempo sintomo e causa di un grosso disagio. Non è un problema di una sera, è un problema che ci portiamo dietro da tempo e che nessuno affronta davvero». Lo conferma un residente della zona, che di episodi così ne ha visti fin troppi. «Capita qui, capita spesso e capita ovunque ormai da queste parti. Fanno paura queste cose. Risse, e quando non sono vere e proprie risse sono toni alzati tra ubriachi. La gente non si sente più sicura». Per lui una parte di responsabilità ricade su chi continua a servire alcolici senza farsi domande: «Bisognerebbe dare meno da bere a gente che si presenta già in condizioni critiche. Non ci si può ridurre a questi livelli». Quello che emerge dalle voci raccolte a Borgomeduna non è la sorpresa per un singolo episodio di violenza, ma la stanchezza di un quartiere che convive da anni con un degrado diventato quotidiano. La piazza ha perso i suoi punti di ritrovo, le attività che la tenevano viva, le ragioni per fermarsi. E chi ci vive lo sa: un posto che non accoglie più nessuno finisce per accogliere solo il peggio.








