HomeCronacaSceneGarlasco, Sempio e il rischio ‘mostrificazione’: gesti, bigliettini e soliloqui, le stranezze non sono colpeIl linguaggio non verbale di Andrea Sempio fotografa un uomo sotto pressione. Trasformare comportamenti fuori asse in sospetti è una scorciatoia pericolosaAndrea Sempio, 38 anni, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciAlberto Stasi è stato condannato in via definitiva. Questo è un dato giudiziario, sigillato da una sentenza passata in giudicato. Proprio per questo, la nuova inchiesta sul delitto di Garlasco imporrebbe un esercizio molto più serio della curiosità morbosa: non costruire un altro mostro prima ancora di aver dimostrato che il precedente impianto accusatorio sia davvero da smontare. Negli ultimi mesi Andrea Sempio è stato trasformato in una sagoma pronta all’uso. Il Racis, analizzando il linguaggio non verbale di Sempio nelle interviste televisive, fotografa certamente un uomo sotto pressione.
Chiara Poggi uccisa nella sua abitazione (nella foto a destra) a Garlasco
Quindi trasformare quella pressione in sospetto è una scorciatoia pericolosa. Perché il corpo non parla la lingua del codice penale. Parla piuttosto la lingua dell’ansia, della paura, della vergogna, dell’imbarazzo, della rabbia, della percezione di essere accerchiati. Siamo pertanto davanti a una caccia alle streghe con strumenti più moderni rispetto a quelli di un ventennio fa? Sarebbe scorretto negare l’evidenza. I soliloqui di Sempio sono strani. I bigliettini sono strani. Certi comportamenti sono certamente fuori asse rispetto a ciò che ci aspetteremmo da una persona adulta coinvolta, anche solo mediaticamente, in una vicenda così grave.













