“Una delle domande più curiose è arrivata da un delegato algerino, che aveva chiesto e auspicato una collaborazione maggiore tra Nato e l’Algeria sul contrasto all’immigrazione clandestina, con tutti i rischi legati al terrorismo. Considero questo un esempio concreto di come si debba pensare alla Nato di domani, non più solo come difesa dell’area atlantica, ma come presidio di un fronte sud sempre più strategico in un’area geografica importante come il Mediterraneo”. Conversazione con il deputato di Fratelli d’Italia, Giangiacomo Calovini

Sta maturando, dall’Islanda ai Paesi del Golfo, una nuova consapevolezza, spiega a Formiche.net il membro della commissione esteri della Camera e della delegazione italiana presso l’assemblea parlamentare della Nato, Giangiacomo Calovini (FdI): che le dinamiche mediterranee, quindi il fronte sud, non si riverberano solo sui Paesi di area med, ma hanno un impatto ormai a 360 gradi e di conseguenza l’alleanza atlantica ha l’obbligo di ricalibrare politiche e iniziative. Il tema è in questi giorni al centro del Seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente (GSM), ospitato a Roma dalla Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato, nel suo 30esimo anniversario.