L'esito più probabile del nuovo round di colloqui diretti tra Libano e Israele, in corso a Washington con la mediazione degli Stati Uniti, è una proroga della "tregua" annunciata dalla Casa Bianca a metà aprile e in scadenza domenica, ma mai realmente rispettata sul terreno.

Nel sud del Libano proseguono infatti senza sosta i raid israeliani, i contrattacchi di Hezbollah contro le forze di occupazione e la distruzione sistematica, a colpi di esplosivo e con le ruspe con la Stella di Davide, di intere località libanesi a sud del fiume Litani.

Israele ha annunciato l'uccisione in Libano di un nuovo militare, con un bilancio che sale a 19 soldati e un contractor civile uccisi.

E in serata, in quella che i media ebraici definiscono una "possibile violazione del cessate il fuoco", si è riacceso anche il fronte della guerra contro Hamas: l'aviazione israeliana ha preso di mira, con un raid su un edificio residenziale nel quartiere di Rimal a Gaza City, Izz al-Din Haddad, leader del gruppo palestinese nella Striscia e comandante delle brigate Al-Qassam. Secondo un alto ufficiale della sicurezza israeliana citato dal Times of Israel, ci sono "prime indicazioni" che il leader sia stato ucciso nel raid.