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Vera Mantengoli
L'attore veneto scoperto da Alberto Lupo con un carosello: «Recitò con Mastroianni e si esibiva al Derby, ma non perse mai il contatto con le sue origini e la sua gente». Organizzata una mostra con tutte le sue locandine
Un piatto di minestra in osteria con gli amici e le note della sua inseparabile fisarmonica. Era felice con poco Lino Toffolo, il muranese che nel dopoguerra contagiò gli italiani con la sua simpatia e allegria, arrivando a recitare con Marcello Mastroianni o Adriano Celentano e con altri big del cinema e della musica. Sono passati dieci anni da quando non c’è più Lino Toffolo (1934-2026), ma per famiglia non se n’è mai andato. La sua semplicità e disponibilità continua a germogliare nei ricordi dei figli Paolo, Anna e Luisa e della moglie Carla. Per ricordarlo e raccontare chi era alle nuove generazioni, la famiglia sta organizzando una mostra con tutte le locandine dei suoi film nel teatrino del patronato della chiesa di San Pietro Martire, a lui dedicato. Lunedì, inoltre, ci sarà alle 18 una messa in suo ricordo.
«Il segreto di mio padre è stato tornare sempre a casa a Murano da noi figli e dalla mamma e non smettere mai di vivere l’isola come aveva sempre fatto - racconta il figlio Paolo, musicista - Quando il successo iniziava, tutti si spostavano o a Milano o a Roma, ma mio papà, anche solo per cinque ore, tornava sempre a casa. Per noi è stato sempre presente».






