di
Alessandra Arachi
La trasmissione si dice «rammaricata». La giornalista: deponete le armi, mi scuserò. Il richiamo del Garante della privacy su Garlasco: «Stop a morbosa spettacolarizzazione»
Una frase buttata nel mezzo di un dibattito a Porta a Porta su Garlasco: «Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, dico una cosa terribile e forte, c’è lo stupro», ha detto giovedì sera Concita Borrelli in veste di opinionista, mentre la giallista Elisabetta Cametti in collegamento scuoteva la testa. Ieri è esplosa la bufera.
E sempre su Garlasco ieri è intervenuto il Garante della privacy con un fermo richiamo ai mass media dopo che era stato trasmesso un audio privato di una conversazione tra Alberto Stasi e il suo legale.











