L’Eurovision Song Contest non è una competizione con i confini ben definiti, anzi, risultano da sempre piuttosto elastici, specie se poi portano benefici, a livello economico o di semplice diffusione del brand. A comandare non è infatti l’Europa politica o della moneta unica, ma quella dell’European Broadcasting Union, l’organizzazione internazionale che riunisce emittenti radio-televisive pubbliche (e alcune private) di Europa, Mediterraneo e aree vicine. Così non stupisce che Martin Green, il direttore dell’Eurovision Song Contest, abbia oggi aperto in un’intervista con la BBC alla partecipazione del Canada alla prossima edizione, in programma, come da tradizione, nel paese che si aggiudicherà l’edizione di quest’anno, quella che si concluderà domani sera alla Wiener Stadthalle di Vienna.
Pare che le pratiche siano già state avviate da tempo e che mesi fa Ottawa abbia inserito nel bilancio federale un capitolo di spesa per valutare la possibilità di aderire al concorso. Nel documento di quasi 500 pagine c’è infatti una riga inserita nel capitolo dedicato al sostegno alla cultura e alla CBC/Radio-Canada, il cui testo dice che il governo «sta lavorando con CBC/Radio Canada per valutare la partecipazione all’Eurovision». Due fonti governative hanno riferito alla CBC che Carney, che ha trascorso anni a studiare e vivere nel Regno Unito, più recentemente come governatore della Banca d’Inghilterra, è stato personalmente coinvolto nell’iniziativa canadese.






