Quattro uomini, quattro storie diverse, quattro città diverse: Cosenza, Vezzano (Bolzano), Brescia e Cagliari. Eppure un unico filo rosso: la morte sul lavoro, che continua a crescere come un silenzioso bollettino di guerra. Il 15 maggio si aggiunge alla lunga lista di date segnate dal lutto, mentre il Paese assiste a una sequenza di incidenti che conferma un’emergenza strutturale. Dai cantieri edili alle piattaforme mobili, la sicurezza resta troppo spesso un miraggio per i lavoratori italiani. “È inaccettabile che si continui a morire sui cantieri: zero morti sul lavoro resta il nostro unico obiettivo”, tuona il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri.

Alto Adige: schiacciato da un muletto

In Val Venosta, nella zona artigianale di Vezzano, un uomo ha perso la vita rimanendo schiacciato da un muletto, un incidente improvviso e violentissimo che non gli ha lasciato scampo. I carabinieri stanno ricostruendo la dinamica, mentre i vigili del fuoco volontari e i sanitari della Croce Bianca hanno potuto soltanto accertare il decesso. Un’altra tragedia in un contesto produttivo dove la routine del lavoro quotidiano si trasforma in dramma.

La morte dopo 6 giorni di agonia a Cagliari