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Nuovi dettagli sulle indagini per il delitto di Garlasco. Per gli investigatori l'indagato avrebbe mostrato "imbarazzo" e "indecisione". Intanto l'ex carabiniere Sapone nega che durante la prima inchiesta Andrea conoscesse già le domande dei pm
Una ventina di giorni dopo aver saputo di essere di nuovo indagato a Pavia per l'omicidio di Chiara Poggi, e sei giorni dopo che la notizia si era diffusa sui media lo scorso anno, Andrea Sempio in una della sue prime interviste avrebbe tentennato, esitando nel rispondere ad una cronista su quale fosse il suo "alibi" per la mattina del 13 agosto 2007.
È un dettaglio "importante", a detta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, che per questo lo riportano in una delle annotazioni depositate con la chiusura dell'inchiesta della Procura pavese per omicidio volontario aggravato. Per gli investigatori e gli inquirenti, il presunto falso alibi dello scontrino, ovvero che l'allora 19enne fosse andato a Vigevano attorno alle 10 di quella mattina per comprare un libro, è un "racconto che è chiuso all'interno delle dichiarazioni dello stretto nucleo familiare", nel quale la versione "di Andrea si alimenta e trova sponda in quella della madre e del papà". Il 17 marzo 2025 - l'11 marzo si era saputo che Sempio, che aveva ricevuto un'informazione di garanzia a fine febbraio, era stato di nuovo iscritto per il delitto di Garlasco - nel corso di un'intervista a bordo dell'auto del 38enne, captata anche dalle microspie, il commesso, scrivono gli investigatori, mostra "imbarazzo" e "indecisione" nella risposta a una domanda in particolare. La cronista gli chiede: "Il tuo alibi sarebbe invece?".






