I dati sono eloquenti: in Italia il 7,5% degli studenti tra 11 e 13 anni ha già provato un prodotto a base di tabacco. Una percentuale che sale a quasi il 40% nella fascia 14-17 anni. Se a questi dati si aggiungono quelli del tumore al polmone, di cui il fumo è il principale responsabile (nel 2025 in Italia sono stati stimati 43.500 nuovi casi di tumore al polmone) appare chiaro quanto sia fondamentale investire nella prevenzione in ambito scolastico. La finestra temporale in cui intervenire è infatti molto stretta: bisogna raggiungere i ragazzi prima che l'abitudine al fumo si consolidi, idealmente già nella scuola primaria. Per questo è importante non aspettare che il problema si presenti, ma costruire consapevolezza quando c'è ancora tutto il tempo per fare scelte diverse.
Fumo: così la stimolazione cerebrale aiuta a smettere
di Elisa Manacorda 13 Maggio 2026
Una campagna che parte dalle scuole
E’ proprio su questa logica che si basa la campagna "Respiriamo insieme", giunta alla sua quinta edizione: una campagna di sensibilizzazione contro il fumo che ha coinvolto gli istituti scolastici italiani, promossa da Aiot, Associazione Italiana di Oncologia Toracica in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e con il supporto non condizionante di Roche. L’obiettivo è sensibilizzare bambini e ragazzi, le loro famiglie e tutto il personale scolastico, sull’importanza della prevenzione primaria delle neoplasie polmonari, invitando a seguire corretti stili di vita, a cominciare dalla rinuncia alle sigarette. L’iniziativa consiste nel premiare 3 classi di altrettanti Istituti Scolastici primari e secondari che hanno presentato proposte innovative per realizzare campagna di prevenzione contro il fumo.







