Per i dossieraggi all’Antimafia, la Procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per il finanziere Pasquale Striano e per l’ex sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia Antonio Laudati. L’inchiesta riguara la presunta diffusione illecita di informazioni riservate e su accessi abusivi ai sistemi informatici delle forze dell’ordine e alla banca dati della Dna.
La richiesta, avanzata dai pm di piazzale Clodio, riguarda complessivamente una ventina di indagati, tra cui figurano anche alcuni giornalisti. Per uno di loro, tuttavia, i magistrati hanno deciso di stralciare la posizione, chiedendone l’archiviazione. Secondo l’impostazione accusatoria, al centro dell’indagine ci sarebbe un sistema di consultazioni non autorizzate delle banche dati investigative, da cui sarebbero state estratte informazioni sensibili poi diffuse all’esterno. Gli accessi irregolari avrebbero interessato archivi ad alta riservatezza, utilizzati normalmente per attività di contrasto alla criminalità organizzata e al riciclaggio.
La posizione di Laudati e Striano è considerata centrale dagli inquirenti, che contestano loro un ruolo chiave nella gestione e nell’acquisizione di dati protetti. Le accuse, a vario titolo, riguardano reati come accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio, in un quadro che intreccia apparati investigativi e flussi di informazioni verso l’esterno.







