BRUXELLES. Trentasei Paesi hanno annunciato formalmente la loro intenzione di partecipare all’istituzione del Tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina, istituito nell’ambito del Consiglio d’Europa. Il via libera a quella che nelle intenzioni di promotori potrebbe trasformarsi nella “Norimberga di Putin” è arrivato oggi a Chisinau, in Moldavia. Proprio nelle ore in cui il Cremlino ha confermato l’imminente visita di Putin in Cina, che secondo la stampa locale dovrebbe tenersi il prossimo 20 maggio, la riunione dei ministri degli Esteri del Consiglio d’Europa ha approvato la risoluzione sul Tribunale.

Putin e i crimini di guerra processo che sfocia nella retorica

Vladimiro Zagrebelsky 07 Aprile 2022

Non tutti i 46 Paesi che fanno parte dell’organizzazione hanno sottoscritto il documento (all’appello ne mancano 12). C’è l’Italia e c’è anche l’Unione europea, ma non ci sono tutti i suoi Stati membri. Dall’elenco mancano infatti Malta, Bulgaria, Slovacchia e Ungheria. L’assenza di Budapest potrebbe essere legata alla transizione in corso tra il vecchio governo di Viktor Orban e quello di Peter Magyar, ma non è ancora chiaro se il nuovo esecutivo si unirà al progetto. Tra i Paesi extra-Ue hanno espresso il loro sostegno alla risoluzione anche Andorra, Islanda, Liechtenstein, Moldova, Monaco, Montenegro, Norvegia, San Marino, Svizzera e Regno Unito, oltre ovviamente all’Ucraina. Hanno manifestato la loro intenzione di sostenere il Tribunale anche due Paesi che non fanno parte del Consiglio d’Europa: Australia e Costa Rica.