“Abbiamo paura di ciò che non conosciamo”: il cast di 'Carmen è partita' racconta il film

Il volto del popolare podcast "Indagini" analizza il boom del crime tra talk show, social trasformati in tribunali e il caso Garlasco: "Preferiamo il sangue in famiglia alla bomba atomica"

Stefano Nazzi è uno dei più conosciuti giornalisti di 'crime' italiano. Da anni ha dato vita a un podcast seguitissimo, “Indagini”, che a ogni puntata totalizza centinaia di migliaia di ascoltatori e che ha portato anche nei più importanti teatri della Penisola in un tour che mette a segno un sold out dietro l’altro (prossime tappe: 24 giugno a Roma, il giorno dopo a Perugia e a luglio Bergamo, Asti, Alghero e Versilia). Avendo fatto del crime uno spettacolo, è la persona più adatta a commentare lo spettacolo cui stiamo assistendo ogni giorno, quando ci sediamo sul divano a guardare la tv e tra talk, approfondimenti, servizi in diretta a ogni ora non ci vengono proposti che notizie su Garlasco, il duplice delitto della ricina, madri in fuga…; apri i social e ti appaiono solo post di gente che si interroga sull’innocenza di Sempio o che fa congetture dopo l’ultimo bigliettino ritrovato o quella frase carpita… Una deriva voyeuristica in cui è sempre più difficile comprendere il confine tra legittimo desiderio di informarsi e morbosità.