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Ultimo aggiornamento: 13:21
“Si va al cinema?” Quante volte abbiamo ricevuto o posto questa domanda. Ma oggi discostiamoci dai divora-biglietti del momento Michael e Prada, o dagli stessi David, che nel bene e nel male quest’anno i due film migliori li hanno premiati. Quindi avventuriamoci in qualcosa di diverso. Da alcuni giorni sono in sala due film di cui quasi nessuno parla. Entrambi fuori da mainstream e solite top ten degli incassi, entrambi con tematiche attuali che emergono dal tessuto sociale. Entrambi necessari per un cinema europeo civile e di qualità, e soprattutto nutrienti per lo spettatore esigente e solerte.
In Italia l’inseminazione artificiale è legale solo per coppie etero, sposate o conviventi con accertata infertilità, ma in Norvegia è legale per tutti e tutte. Così in Noi due sconosciuti, una madre single si avventura alla scoperta del padre, anzi del “donatore” di suo figlio. Il problema non sarà tanto l’indagine attraverso i social, quanto la decisione d’incontrarlo mettendo su un doppio gioco di equilibri fragili. In questa sua opera seconda Janicke Askevold infonde ai protagonisti la voglia di uscire dalla solitudine. Il pezzo mancate nella vita di Edith e soprattutto del suo figlioletto curioso del suo papà lo scorgiamo tra non detti e piccole bugie. Il racconto lucido e bilanciato di questa micro-famiglia appassiona con sobrietà, e soprattutto rivela tanto le motivazioni solide quanto le incertezze interiori di una donna per la scelta monogenitoriale.






