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Ultimo aggiornamento: 17:50
Le opere prime, piccoli salti nel buio che fanno sentire sempre un po’ pioniere qualsiasi spettatore, a volte portano una luce tremendamente realistica nel raccontare frammenti del mondo che viviamo. Immaginate Reality di Garrone, ma tutto al femminile, e pure adolescenziale. Bene, ora trasportatelo al di là delle nostre Alpi: nella cittadina di Frejus, Francia.
Una ragazza brillante segue la vicenda di Liane, diciannovenne fissata con i ritocchi estetici e l’ambizione smodata a diventare star di un reality show che la farebbe esplodere sui social, come nuovo personaggio pubblico. Altro che posto fisso, diremmo in Italia. La regista Agathe Riedinger ha un tocco vitale e sincero che c’immerge in una quotidianità di diatribe tra madre e figlia per la sua nullafacenza social, il sogno della fama senza particolari talenti, la disperata rincorsa all’immagine e la ferita di una vita di relazioni reali pian piano sempre più intaccate da questa bramosia.
Convincente anche la prova della protagonista Malou Khebizi, il film sprigiona tutta la potenza di opere sui giovani come quelle di Kechiche, o del recente Bird della britannica Andrea Arnold, o di Un sogno chiamato Florida, del Premio Oscar Sean Baker. In Concorso a Cannes e candidato a due Premi César, Wild Diamond mette in luce una le fragilità adolescenziali impastandoci sapientemente il sogno di emergere contro la rigida vorticosità impassibile del mondo adulto.






