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La Nanni conferma la solidità della clemenza all'ex consigliera Fi. E la presunta superteste si rimangia le accuse: sono stata fraintesa

Il colpo di... grazia sulle balle del Fatto quotidiano su Nicole Minetti e il Quirinale arriva a metà pomeriggio, inaspettato (ma non troppo) come la pioggerellina che bagna Milano. "Sulla grazia non cambiamo idea, è tutto in regola", fa sapere una fonte vicino al Pg Francesca Nanni, poi il suo ufficio verga la precisazione: "Sentire la massaggiatrice che parla di festini nel ranch Gin Tonic? Non è necessario perché le verifiche dell'Interpol negli accertamenti disposti in seguito ai dubbi sorti attorno alla concessione della grazia non hanno dato riscontro al racconto della donna su presunti festini nella residenza di Punta de l'Este".

Gioco, partita, incontro. Si conclude ufficiosamente - in realtà bisognerà aspettare la prima settimana di giugno, quando andrà in pensione il sostituto Pg Gaetano Brusa che ha seguito tutto l'iter - il finto scandalo sul provvedimento di clemenza concesso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella all'ex consigliera regionale di Forza Italia, che mentre aspettava di capire quale destino le avrebbe riservato il tribunale di Sorveglianza per la pena di 3 anni e 11 mesi cumulata nei processi Ruby e Rimborsopoli - meditava di adottare assieme al compagno Giuseppe Cipriani un bambino uruguaiano abbandonato alla nascita per una patologia che richiede cure costose. Come ha ricordato Ermes Antonucci sul Foglio, la Minetti avrebbe già finito da tempo di espiare la sua pena: sarebbe bastato accogliere l'istanza di affidamento ai servizi sociali avanzata nell'aprile 2022 anziché fissare l'udienza al 3 dicembre 2025.