Il manifesto hollywoodiano dell’America di Ronald Reagan spegne 40 candeline.

Iper-mascolino, patinato, ma anche patriottico e militarista, Top Gun è uno spaccato degli Stati Uniti che non devono chiedere mai, come il personaggio di Maverick che, con il volto di Tom Cruise, ha segnato un prima e un dopo nell’immaginario maschile, tra Ray-Ban, giacca in pelle, frasi a effetto e un’ostentata virilità.

L’eredità di Top Gun è ancora visibile nel machismo misogino del popolo Maga e del suo condottiero alla Casa Bianca, ma i tempi sono cambiati.

Val Kilmer, il carisma che serve per essere un antidivo Cinema, guerra e sogno americano «I feel the need, the need for speed», diceva il pilota prodigio Maverick, in un film scritto su misura dello spirito del tempo degli anni Ottanta reaganiani.

Non quelli dei tagli rapaci al welfare, ma degli Stati Uniti da copertina, fieri ed esibizionisti, come il loro leader.