Un totale di 3,4 milioni di giornate-uomo all'anno dedicate ad attività amministrative a basso valore aggiunto, pari a un costo di 673,9 milioni di euro, che potrebbe essere significativamente ridotto grazie alla digitalizzazione, ricorrendo a strumenti che già esistono: questo, il conto degli adempimenti connessi alle 10 autocertificazioni più diffuse con cui si misurano le imprese italiane, per un totale di 27,5 milioni di pratiche.

È quanto emerge da un report realizzato da Fondazione Promo Pa presentato a Padova nel corso del convegno nazionale "Trasparenza, innovazione e sviluppo: trent'anni di storia del Registro delle Imprese".

L'appuntamento, promosso da Camera di Commercio di Padova, Unioncamere e InfoCamere, è stato occasione per celebrare i 30 anni dall'entrata in funzione del Registro delle Imprese.

"Il Registro delle imprese che celebriamo oggi - ha spiegato Andrea Prete, presidente Unioncamere - ha diversi primati: è il primo in Europa per numero di imprese ed è tra i sistemi più avanzati nell'utilizzo di tecnologie digitali innovative, come l'intelligenza artificiale o i sistemi di identificazione digitali.

Questa piattaforma, inoltre, si colloca tra i sistemi più moderni in termini di servizi online: solo la metà dei Paesi europei offre infatti oltre cinque servizi digitali e l'Italia è tra questi".